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Coronavirus, Regno Unito lockdown: chiude tutto a Londra

ULTIMO AGGIORNAMENTO 23:57
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Negozi chiusi e tutti a casa: anche il Regno Unito in lockdown per arginare la diffusione del Coronavirus

gran bretagna coronavirus
Londra lockdown per la pandemia

Boris Johnson, primo ministro inglese, ordina misure restrittive sul modello italiano in tutto il Regno Unito contro la diffusione del coronavirus. In un discorso alla Nazione il premier ha annunciato la serrata di tutti gli esercizi non essenziali ed ha ribadito l’invito a stare a casa consentendo le uscite solo per lavoro, spesa, per portare fuori il cane, assistenza familiare. Chi sarà sorpreso fuori senza motivo verrà multato. Rimangono parzialmente aperti i parchi e rimane ancora consentita l’attività fisica.

Contagi in aumento, Johnson: state a casa

In Gran Bretagna i contagi sono saliti a 6650 con quasi 1000 casi in più in appena 24 ore, i morti sono 335, 54 in un solo giorno. I numeri sono molto netti – ha detto Johnson – e stanno accelerando. Siamo solo qualche settimana indietro all’Italia. Gli italiani hanno un sistema sanitario eccezionale. E tuttavia i loro medici e infermieri sono stati completamente travolti: il loro cono dei morti ha raggiunto le migliaia e continua ad aumentare”.

Il veloce avanzare dell’epidemia in Gran Bretagna spaventa moltissimo. La curva di crescita dei decessi sta salendo più rapidamente che in Italia. Londra,  la città dove si registrano il maggior numero di contagi, ha un tasso di crescita superiore a Milano e Bergamo.  Queste analisi ha spinto il premier britannico ad un’inversione ad U della strategia. “Bisogna stare a casa per salvare letteralmente migliaia di vite umane. A meno che non agiamo insieme, a meno che non facciamo uno sforzo nazionale, eroico e collettivo, per rallentare la diffusione, allora è del tutto probabile che il nostro sistema sanitario sarò travolto”.

Appena pochi giorni fa il numero uno di Downing Street aveva parlato alla nazione affermando che bisogna abituarsi a perdere i propri cari e paventando una strategia di non azione attendendo una presunta immunità di gregge. Una strategia però scientificamente errata che avrebbe solo portato un numero altissimo di morti e fatto collassare il sistema sanitario. Alla luce delle considerazioni scientifiche e vedendo le misure attuate in tutta Europa il governo di Boris Johnson ha virato verso il totale lockdown.

Regno Unito chiude tutto per il Coronavirus

Londra e il Regno Unito sono così pronti alla serrata tanto che il ministro degli Esteri Dominic Raab ha rivolto una raccomandazione a tutti i cittadini britannici che si trovano all’estero avvertendoli di tornare al più presto. Infatti prossimamente verranno interrotti tutti i collegamenti e il Regno Unito sperimenterà il lockdown.

Chiuderanno tutti i servizi non essenziali e si potrà uscire solo per andare a lavorare, fare la spesa, assistenza familiare e per esercizio fisico. Da venerdì scorso sono state chiuse le scuole e i luoghi di svago – dai teatri ai ristoranti  – ma non sono stati imposti altri divieti. Agli ultrasettantenni e alle persone con patologie pregresse il premier ha imposto di stare a casa per tre mesi con l’esercito pronto ad assistere per portare cibo e medicine.

I supermercati sono stati presi d’assalto, tanto che in tutta Londra carta igienica, pasta e riso sono introvabili, così come la birra. E’ intervenuto perfino l’arcivescovo di Canterbury per invitare alla moderazione.

Eppure nonostante l’accaparramento di cibo, gli appelli alla ‘social distancing’ e allo stare a casa non sembrano essere stati molto recepiti dagli inglesi. Nella giornata di ieri complice il bel tempo moltissimi britannici hanno affollato il lungo mare di Brighton e i parchi di Londra – da domani parzialmente chiusi.

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Giornalista, laureata in Scienze della Comunicazione, web content editor e social media manager. Ho da sempre un'innata curiosità per tutto quello che mi circonda: da bambina mi immaginavo detective e indagavo su tutto per scoprire la verità, immaginandomi protagonista di casi polizieschi e di inchieste giornalistiche (e solitamente era peluche orso il colpevole!). Ho fondato il giornalino scolastico quando avevo 9 anni e da allora non ho mai smesso di scrivere. Ho sempre lo zaino in spalla: adoro viaggiare, scoprire nuove culture, nuovi posti e poterli raccontare. Qualsiasi posto infatti racconta una storia che io voglio conoscere. Quando non scrivo al pc o non sono in viaggio, mi trovate sul palco ad improvvisare oppure a fare trekking con il mio cane o nei reparti di pediatria come clowndottore.