Home News Mattia, il “Paziente uno” è fuori pericolo: “Potrò veder nascere mio figlio”

Mattia, il “Paziente uno” è fuori pericolo: “Potrò veder nascere mio figlio”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:19
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Mattia, il 38enne ricoverato a Codogno e finito in terapia intensiva è finalmente fuori pericolo. L’uomo potrà tornare a casa settimana prossima.

La notte tra il 21 ed il 22 febbraio scorso, nessuno in Italia era a conoscenza di quanto sarebbe successo nei giorni successivi. Mattia, 38enne di Codogno, si reca in ospedale a causa di una brutta influenza ed di una tosse forte. Inizialmente non si comprende che si tratta di Coronavirus, ma quando le sue condizioni peggiorano il timore che si tratti del virus diventa fondato. Il test sull’uomo da esito positivo, nel frattempo si rende necessaria la quarantena della struttura ed il test su tutti quelli che sono stati a contatto con lui.

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Mattia peggiora a vista d’occhio e viene trasferito al San Matteo di Pavia, nel reparto Malattie Infettive. L’uomo non riesce a respirare autonomamente e viene collegato ad un respiratore. Il 9 marzo si rende necessario il ricovero in terapia intensiva, le sue condizioni sono critiche. Nel frattempo la moglie è stata portata all’Ospedale Sacco di Milano, anche lei è positiva ma le sue condizioni non sono critiche come quelle del marito.

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Mattia, il Paziente Uno: “Potrò veder nascere mio figlio”

Nessuno, nemmeno i medici, in quei giorni drammatici aveva la speranza di vederlo guarire. Ma né chi lo ha avuto in cura né chi lo ama si è mai arreso all’idea che il Covid-19 lo portasse via. Qualche giorno fa le sue condizioni di salute sono migliorare in maniera drastica ed è uscito dalla terapia intensiva. Adesso si trova in semi intensiva, un reparto in cui vengono messi i pazienti per smaltire la terapia d’urto a cui sono stati sottoposti.

Sono passati 28 giorni da quando è stato ricoverato ed ora Mattia è un simbolo per tutti quegli italiani che sono malati e per quelli che sperano che questa emergenza finisca nel migliore dei modi possibili. Lui  non si sente un emblema di questa lotta, si sente solo un uomo fortunato che presto potrà abbracciare la moglie: “L’unico desiderio che ho è potere assistere alla nascita di mia figlia. I dottori mi assicurano che ce la farò”.

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