Coronavirus: New York si ferma, ma l’Empire State Building dice “no”

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Come stanno reagendo gli USA all’emergenza Coronavirus. Le decisioni di New York, ma anche chi, invece, si ribella alle misure restrittive.

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Pixabay

La situazione coronavirus in Italia è ormai chiara. Il nostro paese si è praticamente bloccato proprio al fine di fermare il prima possibile il contagio e quindi vincere questa battaglia. Il resto del mondo, però, fino a oggi ci ha guardato in maniera un po’ scettica e quasi perplessa. Fra tutti, gli Stati Uniti, almeno in teoria nella voce del presidente americano Trump, hanno deciso di ridurre almeno un po’ la vita degli americani.

L’Empire State Building resta aperto

Ma se molte strutture hanno chiuso, l’Empire State Building fino a ieri sfida il coronavirus e il rischio del contagio, decidendo di rimanere aperto. Questo nonostante la decisione del governatore Andrew Cuomo che ha proibito alle persone di fare grandi assembramenti. Probabilmente l’Empire State Building è l’unica attrazione di New York rimasta aperta, tutte le altre invece come il One World of a Ground Zero, il Top Of The Rock vicino a Rockefeller… sono tutti chiusi e hanno deciso di sottostare alle nuove misure restrittive.

Coronavirus: cosa cambia a New York

La situazione a New York, quindi sta lentamente cambiando e a oggi nella Grande Mela si è deciso per chiudere scuole bar e ristoranti. A Las Vegas addirittura, anche i casinò hanno deciso di bloccare tutto fino al 20 aprile. Da oggi, inoltre le scuole sono chiuse e da domani tutti i bar e i ristoranti dovranno tirare giù le serrande. La Grande Mela, New York, finalmente si ferma. Bill de Blasio ha preso questa decisione nella tarda notte di ieri sera. Un atteggiamento prudente, confermato che è arrivato però solo a tarda notte, appunto perché la diffusione a New York del virus stava letteralmente schizzano alle stelle. Bisognava fare qualcosa e, alla fine, anche gli USA hanno deciso di muoversi in questo senso.

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While millions of people across the U.S. searched in vain for hand sanitizer to protect themselves from the spread of the coronavirus, Matt Colvin amassed 17,700 bottles of the stuff. He is one of probably thousands of sellers who have stockpiles of hand sanitizer and crucial respirator masks that many hospitals are now rationing. Amazon, eBay, Walmart and other online-commerce platforms have pulled listings in an effort to stop their sellers from making excessive profits from a public health crisis. “I’m not looking to be in a situation where I make the front page of the news for being that guy who hoarded 20,000 bottles of sanitizer that I’m selling for 20 times what they cost me,” Colvin said. Update: After @nytimes published this article on Saturday morning, Matt Colvin said he was exploring ways to donate all the supplies. Tap the link in our bio to read our full report. @doug.strickland took this photo.

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Il dibattito Poi tra i candidati democratici Joe biden e Bernie Sanders è stato poi incentrato proprio sul coronavirus la strategia di business sembrata quella più convincente proprio per contrastare questo virus. Allo stesso tempo va detto che in questi giorni sembra proprio che i due candidati americani si stiano concentrando anche sullo sminuire o schernire le decisioni dell’Italia. Sicuramente non dovrebbe essere il centro delle discussione, anzi. Ora come ora l’idea è quella di combattere, insieme, l’emergenza Coronavirus.