Mia Martini, parole choc sull’omosessualità: era omofoba? VIDEO

0
1

Mia Martini, parole choc sull’omosessualità: era omofoba? La cantante espresse un’opinione che al giorno d’oggi non sarebbe più accettata

Ecco cosa diceva nel 1990Recentemente la Rai ha voluto omaggiare una grandissima artista deceduta troppo giovane, Mia Martini. La storia della sua vita, narrata nel bellissimo ‘Io sono mia’, ci permette di conoscere una donna fragile, innamorata del concetto di amore, a cui è stato fatto del male con delle dicerie. Mimì era uno spirito libero, amava le persone per quello che erano e per quello che le davano, non aveva preconcetti e non discriminava nessuno, tanto che in un periodo complicato per gli omosessuali, lei oltrepassava le barriere concettuali e non si faceva problemi a frequentarli.

Proprio su questo argomento è stata interrogata in una trasmissione ad inizi anni ’90 da una sua grande ammiratrice. La donna le chiede cosa pensa dell’omosessualità e Mia, risponde che: “Innanzitutto ci sono diversi tipi di omosessualità”, quindi aggiunge: “Ho un parere sull’omosessualità maschile e un altro su quella femminile”. Insomma con la prima risposta la cantante faceva comprendere che si trattava di un argomento complesso e che quelle che stava esprimendo erano solamente sue opinioni, non per nulla a fine discorso ha aggiunto: “Comunque ci sono libri e libri sull’argomento, hanno scritto veramente tanto”.

Mia Martini omofoba? Vediamo cosa ha detto

La successiva parte della risposta oggi potrebbe sembrare fuori luogo o frutto di omofobia, ma bisogna contestualizzare quell’opinione in un periodo differente, in cui il solo parlare di tali tematiche in televisione era complicato. Inoltre le viene chiesto di dare un’opinione su una tematica piena di sfaccettature in soli 2 minuti, dunque è normale che cerchi di offrire una risposta generica facendo un sunto di quelle che sono le sue opinioni, nate da frequentazioni intime, quindi riguardanti, magari, solamente le persone che ha avuto modo di conoscere.

La premessa è doverosa per fare capire che 30 anni fa la situazione era radicalmente diversa e che non può essere giudicata con gli schemi mentali contemporanei. Mia ad esempio dice: “Si tratta di persone molto sensibili… in molti casi ci sono degli scompensi, degli squilibri legati all’infanzia e al crescere in un ambiente privo di equilibrio. Penso che sia il frutto della mancanza di equilibrio tra i ruoli importantissimi del padre e della madre”. L’idea che si potesse trattare di un disturbo dovuto alle figure genitoriali era molto radicata all’epoca ed era legato al fatto che i casi di coming out erano rari e spesso il seguito di una lunga tribolazione interiore, legata ad una società che non li accettava e li faceva sentire sbagliati.

Sulle accuse di omofobia che potrebbero derivare da queste parole è bene chiarire, come già accennato già ad inizio pezzo, che la cantante aveva numerosi amici omosessuali, fatto noto che lei stessa sottolinea in una parte dell’intervista per evitare di essere male interpretata: “Io ho grandissimi amici tra gli omosessuali, anzi posso dire che sono i miei migliori amici”.