Coronavirus Italia | l’infettivologo del Paziente Uno | “È come la Spagnola”

L’emergenza Coronavirus Italia non deve sfociare in paura ed isteria. Il dottore che cura il 38enne di Codogno, il “Paziente Uno”, dice la sua in merito.

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Coronavirus Italia FOTO viagginews

La situazione Coronavirus Italia sta provocando eccessive scene di isteria. Da più parti esperti infettivologi invitano invece a non sopravvalutare il rischio, che comunque c’è anche se minimo. Infatti i numeri di quanto sta capitando in Nord Italia non sono comunque da apocalisse e restano decisamente contenuti.

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Al Corriere della Sera parla Raffaele Bruno, che è proprio infettivologo al Policlinico di Pavia. Il professionista tiene in cura il 38enne di Codogno ritenuto il ‘paziente uno’ e che ha contagiato diverse altre persone nella provincia di Lodi con le quali è entrato in contatto. Compresa la moglie incinta all’ottavo mese. L’uomo è attualmente ricoverato in biocontenimento nel reparto di Rianimazione, dove risulta sedato. Bruno afferma che non esiste una cura specifica per il Coronavirus ed in Italia, come nel resto del mondo, si punta ad attuare delle “terapie empiriche, in maniera ragionata. Il virus Covid-19 è relativamente nuovo ed è trasmesso dagli animali all’uomo. Per ora facciamo ricorso ad un cocktail di medicinali, tra cui pure uno efficace contro l’Hiv. La somministrazione avviene per due volte al giorno”.

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Coronavirus Italia, l’infettivologo sottolinea: “Innocua nell’85% dei casi”

Tra gli altri farmaci presenti, come specificato dall’infettivologo, “c’è la Ribavirina. Si tratta di un vecchio antivirale in origine impiegato per debellare l’influenza. Inoltre facciamo ricorso agli antibiotici, non per contrastare direttamente la malattia, visto che in casi come questo non servono. Ma risultano comunque utili per evitare la comparsa di batteri che possono portare infezioni. In questo caso li somministriamo per quattro volte al giorno. I risultati preliminari in laboratorio sono incoraggianti e hanno mostrato qualche progresso, ma non possiamo fare delle statistiche sull’efficacia di questa terapia. In Cina e Corea del Sud già fanno così da alcune settimane”. Poi il messaggio importante da parte del dottore. “L’unico precedente confrontabile con la situazione attuale è quella verificatasi giusto un secolo fa con l’epidemia di Spagnola. Ma il Coronavirus è innocuo per l’85% dei casi e si presenta come una semplice influenza. Sono rari i casi in cui possono sorgere delle complicazioni, e comunque quasi esclusivamente in pazienti anziani e già malati”.

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