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Virus in Cina: sintomi e consigli per viaggiare sicuri

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:56
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Virus in Cina: sintomi e consigli per viaggiare sicuri. Cosa bisogna sapere e come comportarsi.

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Allarme per il virus in Cina, persone indossano mascherine a Shanghai (HECTOR RETAMAL/AFP via Getty Images)

È scattata l’allerta internazionale per il coronavirus, il virus che sta causando un’epidemia di polmonite in Cina, nella città di Wuhan, nella provincia di Hubei, nella parte centro-orientale del Paese, situata nell’entroterra a poco più di 800 km da Shanghai.

Il virus è simile alla Sars (sindrome respiratoria acuta grave) e alla Mers (sindrome respiratoria medio orientale) e provoca sintomi respiratori simili all’influenza, come febbre, tosse, raffreddore, mal di gola, grave affaticamento polmonare. Sintomi che, tuttavia, possono essere anche gravi, in alcuni casi fino alla morte. La malattia si cura come i casi gravi di influenza.

Appartiene alla famiglia dei coronavirus e il suo nome è 2019-nCoV. Finora ha contagiato 217 persone, di cui 198 nella sola Wuhan, causando 6 decessi. Inoltre, sono 5 i nuovi casi a Pechino, 2 a Shanghai, 14 nella provincia del Guangdong, mentre sono 4 i casi oltre-confine: 2 in Thailandia, 1 in Giappone e 1 in Corea del Sud.

Il virus si sta diffondendo velocemente e nelle ultime ore è stata confermata la sua trasmissione da uomo a uomo. Per questo motivo il direttore generale dell‘Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha convocato il Comitato di emergenza, che si riunirà il 22 gennaio a Ginevra per accertare se il focolaio di casi del corona virus “rappresenti un’emergenza di salute pubblica di livello internazionale e quali raccomandazioni dovrebbero essere fatte per fronteggiarla“.

I coronavirus sono chiamati così per la forma a coroncina, colpiscono uomini e animali. Vengono veicolati all’uomo da ospiti intermedi, che per la Mers sono stati i cammelli e per la Sars forse lo zibetto, per poi passare alla trasmissione interumana.

Il focolaio del virus è partito dal mercato del pesce e di altri animali vivi di Wuhan, che è chiuso dal 1° gennaio per sicurezza. Il primo paziente è stato segnalato all’Organizzazione mondiale della Sanità il 31 dicembre 2019.

I casi di infezione potrebbero essere di molto superiori ai 217 ufficiali. Secondo gli scienziati dell’Imperial College di Londra potrebbero essere 1.700. A far propendere per questa ipotesi è il fatto che il virus sia stato esportato. Pertanto, il focolaio di partenza deve essere molto più ampio di quello indicato finora.

Passeggeri alla stazione ferroviaria di Hanzhong (NOEL CELIS/AFP via Getty Images)

Virus in Cina: consigli per viaggiatori

Data la rapida diffusione del nuovo, pericoloso virus dalla Cina, comprensibilmente c’è preoccupazione per il suo arrivo in Europa e in Italia. Dalla riunione del 22 gennaio dell’Oms sapremo qualcosa di più sugli eventuali interventi da mettere in campo e le misure di sicurezza da prendere.

Nel frattempo, secondo il Centro di controllo per le malattie infettive europeo (ECDC), il rischio di importazione e diffusione in Europa e Italia del nuovo coronavirus proveniente dalla Cina è estremamente limitato. Tuttavia non si può escludere nei prossimi giorni una maggiore diffusione a livello internazionale, dopo i primi casi già segnalati, e l’arrivo anche da noi.

Siamo, infatti, alla vigilia delle celebrazioni del Capodanno cinese, quando decine di migliaia di cinesi in tutto il mondo si mettono un viaggio per tornare in patria a festeggiare con le loro famiglie e poi fare ritorno ai luoghi di studio e lavoro all’estero. Molti altri, invece, si mettono in viaggio per le vacanze.

Gli aeroporti internazionali hanno già attivato i controlli per tutti i passeggeri che provengono dalle zone colpite dal virus. Gli Stati Uniti hanno avviato screening a tappeto per questi viaggiatori. Anche l’aeroporto di Roma Fiumicino, come previsto dal Regolamento sanitario internazionale, ha attivato la procedura che prevede il monitoraggio di eventuali passeggeri con sintomi sospetti in arrivo col volo diretto Wuhan-Roma della China Southern Airline, con cadenza trisettimanale, e con i voli indiretti di altre compagnie aree.

Nel frattempo, l’Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani è pronto a tutte le procedure per eventuali emergenze, incluse diagnosi e isolamento dei pazienti nello speciale reparto già utilizzato per pazienti con virus Ebola.

Coronavirus le indicazioni del Ministero della Salute italiano

Il Ministero della Salute segnala al momento che la probabilità di introduzione del virus nell’Unione Europea è considerata bassa, anche se non può essere esclusa. In Italia è attiva una rete di sorveglianza delle gravi infezioni respiratorie acute (SARI) e delle sindromi da distress respiratorio acuto (ARDS).

La situazione è costantemente monitorata dal Ministero, che è in continuo contatto con l’OMS e l’ECDC (European Centre for Disease Prevention and Control), e pubblica tempestivamente ogni nuovo aggiornamento sul suo Portale.

L’Italia (aeroporto di Roma Fiumicino) ha tre voli diretti con Wuhan, e numerosi voli non diretti, il cui traffico di passeggeri dovrebbe aumentare in occasione del Capodanno cinese. Come previsto dal Regolamento Sanitario Internazionale (2005) (RSI), presso l’aeroporto di Fiumicino è in vigore una procedura sanitaria, gestita dall’USMAF SASN, per verificare l’eventuale presenza a bordo degli aeromobili provenienti da Wuhan di casi sospetti sintomatici e il loro eventuale trasferimento in bio-contenimento all’Istituto Nazionale Malattie Infettive L. Spallanzani di Roma.

Il Ministero della Salute ha pubblicato anche una locandina (foto sotto) con i consigli per i viaggiatori, affissa anche negli aeroporti.

Aggiornamenti dalla Farnesina

Aggiornamenti sulla situazione e consigli su come comportarsi sono presenti anche sul portale dell’Unità di Crisi del Ministero degli Esteri Viaggiare Sicuri: www.viaggiaresicuri.it/country/CHN

Patologia polmonare nell’Hubei (aggiornamento al 21 gennaio 2020): Nella città di Wuhan, nella Provincia dell’Hubei, dal 31 dicembre 2019 sono stati segnalati 291 casi di polmonite di origine virale (coronavirus). Al 21 gennaio 2020 sono stati registrati sei decessi collegati al virus. La maggior parte delle persone infettate sarebbe entrata in contatto con animali in un mercato locale di Wuhan. Alcuni casi si sono verificati in altre località della Cina tra cui 14 nella provincia del Guangdong, 5 a Pechino e 1 a Shanghai. Le Autorità locali, che stanno adottando le necessarie misure di contenimento, hanno confermato il 20 gennaio 2020 che tra le modalità di trasmissione del virus potrebbe esserci anche il contatto stretto con persone affette dal virus.

I casi finora identificati sono stati isolati e le persone entrate in contatto con i soggetti affetti dalla patologia sono già sotto osservazione. Alla luce delle informazioni disponibili, le autorità sanitarie locali e internazionali (OMS – Organizzazione Mondiale della Sanità) raccomandano di evitare qualsiasi contatto con animali e con persone affette da patologie respiratorie nell’area interessata.

I sintomi della patologia polmonare riscontrata nella città di Wuhan sarebbero simili a quelli influenzali, con febbre e possibili difficoltà respiratorie. Pertanto, soprattutto in caso di soggiorno nella regione dell’Hubei e qualora si sia entrati in contatto con animali in quella zona, in presenza di sintomi simil influenzali si raccomanda di contattare un medico.

Per maggiori informazioni potranno essere consultati i seguenti link: