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Orietta Berti, chi è: età, carriera, vita privata della celebre cantante

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:04
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Orietta Berti è tra gli artisti più amati del pubblico italiano: le sue canzoni ci hanno fatto almeno un volta ridere, piangere, sognare. Ecco tutto quel che c’è da sapere su di lei. 

L’usignolo di Cavriago, alias la mitica Orietta Berti, non ha bisogno di presentazioni. Dal suo primo successo del 1964 con le canzoni di Suor Sorriso fino ai giorni nostri, l’amatissima cantante continua a mietere successi e consensi conquistando, con la sua splendida voce e con la simpatia e l’ironia che la contraddistinguono, il pubblico di ogni età.

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Nella sua straordinaria carriera vanta grandi successi come Fin che la barca va, Tu sei quello e In via dei ciclamini e ha vinto quattro dischi d’oro, un disco di platino e due d’argento. Conosciamola più da vicino.

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L’identikit di Orietta Berti

Orietta Berti, all’anagrafe Orietta Galimberti, nasce il 1° giugno del 1943, sotto il segno dei Gemelli, a Cavriago (Reggio Emilia). Inizia a cantare giovanissima grazie alla spinta del padre, amante della musica lirica. Dopo aver studiato canto lirico, all’inizio degli anni ’60 prende parte per la prima volta a una kermesse canora ufficiale, “Voci Nuove Disco d’Oro”, a Reggio Emilia, presentandosi con un brano di Gino Paoli, “Il cielo in una stanza”, e arrivando in finale. In occasione di questo concorso, conosce al teatro municipale di Reggio Emilia il direttore artistico della Karim, Giorgio Calabrese, che le offre un contratto: così, a partire dal 1962, Orietta Berti comincia la sua attività discografica, anche se i suoi primi 45 giri non vengono notati da nessuno.

Il successo non tarda ad arrivare: l’anno seguente a “Un disco per l’estate” 1965 la giovane cantante propone “Tu sei quello” e arriva al primo posto al “Festival delle Rose” con il brano “Voglio dirti grazie”. E’ l’inizio di una lunga e fortunata carriera. Nel 1966 Orietta sale sul palco dell’Ariston al Festival di Sanremo con la canzone “Io ti darò di più”, poi vince il “Festival di Lugano” con “Ritorna il sole”, e nel 1967 presenta sempre a Sanremo il pezzo “Io, tu e le rose” (tra l’altro menzionata da Luigi Tenco nel messaggio lasciato prima di suicidarsi). Il 14 marzo dello stesso anno sposa Osvaldo Paterlini, che la renderà madre di chiamano Omar (nato il 3 agosto 1975) e Otis (18 febbraio 1980).

Orietta Berti va quindi Parigi per realizzare il suo terzo album, con il contributo dell’orchestra di Sauro Sili e degli Swingle Singers, e si presenta al “Festival delle Rose” con “Io potrei”. Arriva seconda con “Non illuderti mai” a “Un disco per l’estate” nel 1968, e partecipa a “Canzonissima” con “Se m’innamoro di un ragazzo come te”. Nel 1969 torna a Sanremo con “Quando l’amore diventa poesia”. Nel 1970, dopo aver presentato a Un disco per l’estate “L’altalena”, grande successo discografico, propone “Fin che la barca va”, diventato un tormentone nazionale. Poi incide “L’ora giusta” e “La vedova bianca” (che parla di emigrazione e affronta il tema della solitudine delle donne costrette a vedere i propri mariti andare via).

Nel 1976 Orietta Berti si dedica alle musiche popolari gitane e della tradizione zingara, con il disco “Zingari”, che include anche “Omar”, presentata al “Festival di Sanremo” e dedicata a suo figlio. Contemporaneamente si cimenta anche nel cinema, recitando nel film di Ettore Scola “I nuovi mostri”, nell’episodio intitolato “L’Uccellino della Val Padana”, e nella commedia “Quando c’era lui… caro lei!” con Paolo Villaggio.

Negli anni ’80 Orietta Berti registra la canzone per bambini “Ecco arrivare i Barbapapà” e la sigla di “Domenica In” “La balena”, presenta al Festival di Sanremo “La barca non va più” (ironico sequel di “Fin che la barca va”) e poi “America in”, quindi registra “Tagliatelle”, sigla di “Domenica In”. A partire dal 1984 comincia a prodursi da sola con il disco “Le mie nuove canzoni” e prende parte a “Premiatissima” su Canale 5, dove propone i brani “Come prima”, di Tony Dallara, “Pensami”, di Julio Iglesias, “Se stasera sono qui”, di Luigi Tenco, “La notte è fatta per amare”, di Neil Sedaka, “Nessuno al mondo”, di Caterina Valente, e “Io che amo solo te”, di Sergio Endrigo.

In questo periodo la Berti avvia una collaborazione con Umberto Balsamo, dalla quale nasce il 33 giri “Futuro”, che porta anche a Sanremo nel 1986 ottenendo un riscontro positivo; torna a “Premiatissima” con “Senza te” e intraprende un sodalizio artistico anche con Cristiano Malgioglio, che per lei scrive diverse canzoni. Nel 1989 si ripresenta a Sanremo con “Tarantelle”, scritto da Umberto Balsamo e Mino Reitano, che però non supera le selezioni in quanto ritenuto troppo accusatorio nei confronti della classe politica.

Negli anni ’90 la cantante sforna “Rumba di tango” e consolida la collaborazione televisiva a “Buona domenica” su Canale 5. Dopo aver prodotto il disco “Emozione d’autore”, registra l’album in lingua spagnola “Exitos latinos”, realizzato con l’orchestra di Demo Morselli. Nel 2008 incide il disco “Swing – Un omaggio alla mia maniera” e nel 2016 entra nel cast fisso di “Che fuori tempo che fa” su Raitre.

EDS