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Gary Rhodes, lo chef di Masterchef, morto per emorragia cerebrale

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:37
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Gary Rhodes, lo chef di Masterchef e molti altri programmi di cucina nel Regno Unito, morto per emorragia cerebrale, chi era.

(screenshot video)

Il celebre chef Gary Rhodes è morto a causa di una emorragia cerebrale dopo cena con sua moglie. Aveva 59 anni. Era meglio conosciuto per spettacoli come Rhodes Around Britain, Masterchef e Hell’s Kitchen. Ha sofferto di un ematoma subdurale, solitamente associato a una emorragia cerebrale. Il decesso è avvenuto a Dubai l’altra sera.

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Chi era il celebre chef Gary Rhodes: le cause della sua morte

Padre di 2 figli, lo chef, che si è trasferito negli Emirati Arabi Uniti nel 2007, stava lavorando il giorno della sua morte e si dice che il decesso improvviso abbia sconvolto tutti. Con una nota, la famiglia ha voluto chiudere le speculazioni emerse sul suo decesso. La notizia viene riportata da ‘The Sun. Si legge nel comunicato della famiglia: “In questo momento, non ci sono altri dettagli e la famiglia richiederebbe ancora una volta la privacy per questa tragica perdita”. Si ringraziano poi amici e conoscenti per la vicinanza, rimarcando che la morte è dovuta a cause naturali e imprevedibili.

Tra i lavoratori della ristorazione di Dubai, dove si trovava al Grosvenor House Hotel, si ipotizzava che fosse scivolato sotto la doccia. Ha raccontato il collega chef Vineet Bhatia, che ha girato una clip con Gary Rhodes la scorsa settimana a Dubai, che le sue ultime parole per lui sono state “la vita non potrebbe essere migliore”. Poi ha aggiunto: “Abbiamo perso un grande uomo, un grande chef”. Il celebre chef stava lavorando a un nuovo programma televisivo prodotto da Rock Oyster Media e Goldfinch TV. Lo chef era noto per il suo amore per la cucina britannica e ha guadagnato un record di cinque stelle Michelin durante la sua carriera. A 19 anni, venne investito da un furgone ad Amsterdam e rimase molto tempo in coma. Nel 2002, lo chef ha affermato che i medici lo hanno avvertito di essere “molto attento”, il che lo ha portato a rinunciare a giocare a calcio per paura di uno scontro di gioco.