Chi è Hetti Kumara: storia dell’uomo che ha ucciso due persone nel 2010 a Firenze

Conosciamo meglio la storia di Hetti Kumara, l’uomo originario dello Skri Lanka che ha ucciso due suoi connazionali nel 2010 fuori ad un ristorante a Firenze

Hetti Kumara
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Hetti Kumara, originario dello Sri Lanka, ha ucciso nel 2010 a Firenze due suoi connazionali con un coltello come ha svelato ai microfoni de “Le Iene: “Mi dispiace tanto, però loro continuavano ad ammazzare la mia anima, io mi vergognavo e quindi li ho ammazzati”. Kumara soffre tuttora di schizofrenia e forte paranoia e sta scontando la sua pena nella Residenza Esecuzione Misure Sicurezza Detentiva di Volterra.  Da clandestino arriva in Italia conoscendo un ricco gioielliere toscano, che Kumara chiama “il nonno”. “Il nonno mi disse: ‘Kumara, mia famiglia mi ha abbandonato, questa è casa mia, tutti i soldi sono miei e io li lascio a te, tu prenditi cura di me fino alla mia morte’”. Così eredita una fortuna per un totale di oltre 2 milioni di euro.  Dopo la morte dell’uomo, Kumara peggiora mentalmente: “Ho iniziato a sentire le voci dei miei compaesani in casa. Mi dicevano ‘vai via tu sei gay””. La schizofrenia, una patologia di cui soffre da sempre, diventa incontrollabile. Il 4 aprile 2010 Kumara, molto insofferente, si reca fuori da un ristorante di Firenze:  “Sono arrivati tre compaesani e hanno iniziato con i soliti scherzi, a dirmi ‘tu sei gay, vai via dall’Italia’. Ero nervoso, ho preso l’arma e ho accoltellato due volte uno di loro che è caduto. Poi ne è arrivato un altro e l’ho accoltellato. Tutti e due sono caduti a terra morti”.

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Chi è Hetti Kumara: età e vita privata del

L’uomo finisce in carcere venendo assistito dall’avvocato Stefano Bertini, che ottiene per lui l’infermità mentale e una condanna a 10 anni di carcere. L’avvocato si trova così con più due milioni di euro da amministrare come lo stesso Kumara ha spiegato a “Le Iene”: “Io ho detto all’avvocato Bertini che doveva mandare ogni mese 2mila euro alla mia famiglia”. Poi ha aggiunto: “Solo un milione è arrivato alla mia famiglia, gli altri soldi sono spariti”. Il nuovo avvocato di Kumara, Paolo Florio, ha avelato: “Si era fatto dare i mezzi di pagamento, cioè bancomat e assegni e aveva prelevato quello che poteva prendere e ha versato assegni sul proprio conto corrente”. Ora a Kumara non è rimasto assolutamente niente. La pm Christine Von Borriese e il sostituto procuratore generale Luigi Bocciolini hanno chiesto la condanna a 6 anni e 6 mesi per Stefano Bertini. L’accusa è di furto aggravato. In primo grado Bertini era stato condannato a 8 mesi e a pagare una provvisionale di 345 mila euro a Kumara: ora la sentenza è prevista per il 20 gennaio 2020.