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Voli in aereo: posti lontano dai bambini con Japan Airlines

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:11
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bambini aereo

Nuovo servizio della Japan Airlines: si possono prenotare posti lontano dai bambini

Si dice che una delle cose peggiori che possono capitare in un lungo viaggio aereo è stare seduti vicino ad un bambino urlante. La Japan Airlines, la compagnia di bandiera giapponese, ha trovato un sistema per evitare che i suoi passeggeri più sensibili e suscettibili al pianto dei piccoli si seggano vicino ai bambini. Ovvero al momento della prenotazione si può controllare quali sono le postazioni occupate dai bambini più piccoli di due anni. Dopo i ristoranti child free, ovvero senza bambini, ecco quindi gli aerei con la debita distanza dai minori che piangono.

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Una soluzione quella trovata dalla Japan Airlines che non assicura però di non avere lattanti attorno. Infatti se si prenota prima non si sa chi si potrà sedere vicino così come il sistema ‘segnala-bambini’ non funziona in caso di gruppi turistici o di acquisti del biglietto non attraverso il sito ufficiale della Compagnia aerea. Ma nonostante dei limiti la proposta è stata molto apprezzata, segno che i bambini piangenti vicino sono una condizione di fastidio molto sentita. Fra tante voci a favore si alzano anche quelle a difesa dei bambini o meglio di un atteggiamento di tolleranza. L’iniziativa di Japan Airlines ha quindi diviso.

La compagnia del Sol Levante non è comunque l’unica che ha un sistema ‘anti-bambini’. AirAsia X ha una zona dell’aereo dove gli under 10 non sono ammessi e la Scoot riserva la zona anteriore dei suoi Dreamliner 787 solo ai maggiori di 12 anni.

I bambini piangenti non sono certo l’unico inconveniente di un viaggio in aereo. Ben peggiori sono quei passeggeri adulti che invadono lo spazio altrui e che si comportano in maniera maleducata. Per quelli un servizio di segnalazione ancora non è possibile.

 

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Giornalista, laureata in Scienze della Comunicazione, web content editor e social media manager. Ho da sempre un'innata curiosità per tutto quello che mi circonda: da bambina mi immaginavo detective e indagavo su tutto per scoprire la verità, immaginandomi protagonista di casi polizieschi e di inchieste giornalistiche (e solitamente era peluche orso il colpevole!). Ho fondato il giornalino scolastico quando avevo 9 anni e da allora non ho mai smesso di scrivere. Ho sempre lo zaino in spalla: adoro viaggiare, scoprire nuove culture, nuovi posti e poterli raccontare. Qualsiasi posto infatti racconta una storia che io voglio conoscere. Quando non scrivo al pc o non sono in viaggio, mi trovate sul palco ad improvvisare oppure a fare trekking con il mio cane o nei reparti di pediatria come clowndottore.