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Riforma Pensioni: che fine farà quota 100? L’opinione di Visco

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:46
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Pensioni, quota 100Pensioni, con il nuovo governo Quota 100 rimarrà in vigore? A quanto pare dovrebbe rimanere sino al 2021, ma dopo tornerebbe in vigore la Fornero.

Una delle riforme più apprezzate ed insieme contestate del governo Lega-M5S è stata Quota 100. Grazie all’entrata in vigore di questa sperimentazione pensionistica l’età di pensionamento è stata abbassata di 5 anni. Molti lavoratori, dunque, hanno potuto lasciare il lavoro a 62 anni, cosa succederà adesso? Il PD non è mai stato d’accordo sulla riforma delle pensioni ideata dalla Lega, il motivo è legato ai costi di una simile operazione. Ciò nonostante pare che per il momento non si voglia toccare Quota 100 prima della sua naturale conclusione.

I lavoratori che rientrano nella riforma, dunque, potrebbero approfittare dell’uscita anticipata dal mondo del lavoro sino al 2021. Successivamente, se non verranno effettuate altre riforme, tornerebbe in vigore la legge Fornero. Fino al 2026 i requisiti previsti dalla legge rimarranno bloccati a 42 anni e 10 mesi. Superata quella data ci dovrebbe essere un nuovo adeguamento legato all’aspettativa di vita dei cittadini.

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Pensioni, quota 100: l’opinione di Visco

Sebbene al momento non sia nei piani del governo PD-M5S, è probabile che più avanti si pensi ad una nuova riforma delle pensioni. Ma verso quale direzione bisognerà muoversi? Una delle possibile direzioni l’ha esposta Ignazio Visco. Nel corso della “Lezione Giorgio Fuà 2019” ad Ancona, il governatore di Banca d’Italia ha spiegato che l’invecchiamento della popolazione aumenterà gli esborsi del governo per pensioni e assistenza. Una riforma sulle pensioni, dunque, dovrebbe tener conto delle tendenze demografiche e muoversi di pari passo con una crescita del mercato del lavoro.

Secondo quanto riportato da Ansa, infatti, Visco avrebbe detto: “Un più elevato tasso di partecipazione al mercato del lavoro, un allungamento della vita lavorativa, misure di contrasto alla disoccupazione e una più robusta dinamica della produttività sono fattori fondamentali per mitigare gli effetti negativi delle tendenze demografiche”. Come si evince da queste parole, per scongiurare l’aumento dei costi sarebbe necessario allungare il periodo di attività lavorativa.