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Esopianeti, scoperta acqua su K2-18 b: è lontano 110 anni luce da noi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:02
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che scoperta in materia di esopianeti: scoperte tracce di acqua su un pianeta lontano 110 anni luce da noi – FOTO: Nasa

La ricerca di esopianeti ha portato ad una scoperta sensazionale: è stata trovata dell’acqua su un pianeta lontano per la prima volta in assoluto.

La caccia agli esopianeti, ovvero a quei pianeti extraterrestri che possono presentare caratteristiche simili alla nostra Terra, continua. Ed ora l’ultima scoperta ha portato all’emergere di un pianeta sul quale è stata accertata la presenza di acqua. Condizione che naturalmente lascia pensare a delle probabilità per le quali sulla sua superficie possa svilupparsi (od essersi sviluppata) la vita. Un gruppo di astronomi e ricercatori della University College di Londra, sotto la guida del professor Angelos Tsiaras e con l’italiana Giovanna Tinetti tra lo staff, ha osservato K2-18 b. Si tratta di un pianeta che orbita attorno alla omonima stella K2-18 b, con questo sistema stellare distante 110 anni luce dal nostro Sistema Solare. In termini di distanza parliamo di qualcosa come un milione e centomila miliardi di chilometri.

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Esopianeti, K2-18 b è il primo a presentare tracce d’acqua

Ci vogliono migliaia e migliaia di anni, se non qualche milione, per poterci arrivare alla velocità della luce (circa trecentomila chilometri al secondo, n.d.r.). Ma su scala cosmica si tratta in realtà di una distanza esigua. Le osservazioni sono state spiegate nel dettaglio sulla rivista specializzata di settore ‘Nature Astronomy’. L’ultimo protagonista della ormai lunga lista di esopianeti (ce ne sono alcune migliaia e di questi non è impossibile che certi possano presentare delle condizioni di abitabilità) ha una massa superiore di otto volte la terra. La sua stella è una nana rossa, più piccola del nostro Sole ed anche più fredda. Anche se sembra che emetta un quantitativo di radiazioni superiore, e questo sarebbe un grosso ostacolo alla vita.

Il numero di stelle e pianeti nell’universo è quasi infinito, lo sapevate?

Sul pianeta comunque sono state acclarate le presenze di vapore acqueo e di temperature compatibili con le nostre. Essendo più fredda la sua stella, K2-18 b è situato in una fascia di abitabilità più prossima al suo astro rispetto alla distanza Sole-Terra. Il nostro pianeta dista circa 150 milioni di km dal Sole. K2-18 b, con una stella più piccola e fredda, orbita invece ad una distanza inferiore. Di esopianeti ce ne sono a miliardi nell’universo, e questo è un dato certo. Esistono in media 200 miliardi di galassie ed ognuna possiede tra i 100 ed i 300 miliardi di stelle. In proporzione ogni astro può avere almeno un pianeta ad orbitare attorno. E se pensiamo che il nostro Sistema Solare di pianeti ne ha 8, viene facile pensare a come il numero di pianeti sia enormemente alto, praticamente sconfinato.

Come è stata compiuta questa scoperta

K2-18 b ha mostrato la sua atmosfera tramite alcuni dati raccolti nel 2016 e nel 2017 dalla Nasa e dall’Esa, l’Agenzia Spaziale Europea, che hanno utilizzato congiuntamente il celebre telescopio ‘Hubble’, ormai sempre più vicino al pensionamento per fare posto al più potente telescopio spaziale ‘James Webb’. Non è che ci sia stata una osservazione diretta del pianeta. Semplicemente sono stati sviluppati degli algoritmi per analizzare la luce della stella filtrata durante il passaggio di K2-18 b. Oltre a molecole d’acqua, sono state individuate tracce significative anche di idrogeno ed elio, e pare possano esserci pure metano ed azoto. Ora si punta a capire se possano esserci delle vere e proprie nuvole, prerogativa che ad oggi rende la Terra il solo pianeta che ne è dotato, assieme alla vita.