Medjugorje, un successo il Festival dei Giovani: “L’importanza della preghiera”

Medjugorje
Bagno di folla a Medjugorje per il Festiva dei Giovani – FOTO © Getty Images

A margine del Festival dei Giovani che si è svolto a Medjugorje, monsignor Rino Fisichella parla dei valori che hanno mosso tanti ragazzi per l’evento.

Monsignor Rino Fisichella, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, ha rilasciato una significativa intervista alla Luce di Maria parlando a margine del Festival dei Giovani 2019, di ritorno in Italia dalla nota meta di pellegrinaggio di Medjugorje. I cui eventi stanno molto a cuore alla Santa Sede, come confermato da lui stesso, anche se lì non c’è ancora il riconoscimento ufficiale di santuario. Ma milioni di pellegrini ogni anno si recano in visita alla località della Bosnia-Erzegovina. “Il clima di preghiera che caratterizza questo posto va anche oltre al santuario stesso. C’è fiducia nella Vergine Maria in ogni posto, ovunque puoi vedere gente che cammina col rosario in mano e con tanta fiducia nel cuore”. Monsignor Fisichella è rimasto particolarmente impresso dalla presenza di numerosi giovani.

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Medjugorje, invasione di giovani per ribadire l’importanza della preghiera

“È vero che si celebrava la trentesima edizione del Festival dei Giovani, ma comunque la presenza della ‘linea verde’ è stata di quelle importanti. Mi è parsa una Giornata Mondiale della Gioventù in piccolo. Per Medjugorje è una tappa senz’altro molto importante”. L’evangelizzazione ha sempre il compito di far capire a chiunque i veri valori della vita e cosa davvero conta nell’esistenza di ogni giorno. “La riscoperta della preghiera è uno di essi – sostiene Mons. Fisichella – un elemento che anche Papa Francesco ha voluto rimarcare già all’inizio del suo Pontificato. E questo è espressione anche della testimonianza della carità, altro punto cardine della vita del buon cristiano. I santuari sono punti di incontro che mettono in contatto i poveri del mondo”.

“Dio è amore, e Lui per primo ama l’uomo”

Con povertà intesa in tutte le sue accezioni: da sociologica ad esistenziale. “E poi c’è il bisogno di amare, che può avvenire solamente se prima si è ricevuto tale sentimento. Non si può amare se prima non si è stati amati. Una cosa che non sempre avviene nel moderno contesto culturale, in cui mettiamo al primo posto noi stessi ed i nostri desideri. Fattori questi che spesso ci offuscano la vista e non ci rendono capaci di capire la reale importanza di tutto questo. Anche di fronte a Dio. Vogliamo autodeterminare da noi stessi la nostra vita, ponendo Dio in una posizione marginale. Ma questo vuol dire il fallimento del vero amore”. Monsignor Fisichella continua: “Eppure Giovanni nella sua Prima lettera ci insegnò che Dio per primo ha amato l’uomo. E questo deve portarci a porre certe domande ed a trovare le giuste risposte. Dio è amore e non tiene nulla per se”.