Spread torna a quota 200 punti: andamento in tempo reale

Andamento in tempo reale dello spreadLo spread oscilla intorno a quota 200 punti e torna a destare preoccupazione: vediamo qual è l’andamento in tempo reale di oggi.

Anche nella giornata di ieri lo spread tra Btp e Bund ha fatto segnare un picco sopra quota 200 punti, alzandosi sino ai 204 a metà seduta. Nel pomeriggio il differenziale tra il debito italiano e quello tedesco è sceso nuovamente ed è tornato al valore d’apertura (197.7 punti). Il timore è che intorno a settembre questo valore possa tornare a salire sui livelli di inizio maggio e causare una nuova crisi economica. Sappiamo che lo spread è la differenza tra il debito italiano e quello tedesco, ma perché ci dovremmo preoccupare che salga?

Quando questo valore aumenta, i titoli di stato aumentano il rendimento permettendo agli investitori di guadagnare di più con un singolo titolo. Poniamo ad esempio che il Bund renda 50, con lo spread (197) attuale il Btp avrebbe una rendita di 247. Il vantaggio per l’investitore, però, è solo un premio al rischio di non ricevere il rendimento stabilito. Con lo spread così alto aumenta il debito dello Stato che è costretto a risanare ogni anno attraverso gli introiti, il che potrebbe portare ad un aumento delle tasse (nei casi più gravi al default). A soffrire sono le banche italiane, le quali vedono aumentare i costi di gestione ed alla lunga potrebbero aumentare le spese addebitate ai clienti.

Ecco un grafico live attraverso il quale potete seguire in tempo reale l’andamento dello spread (Borse.it)

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Andamento degli Spread europei vs Bund

Ad accrescere la preoccupazione per l’andamento dello spread c’è il fatto che l’Italia ieri ha avuto il peggior rendimento europeo. Solo il debito della Danimarca infatti è salito più di quello italiano, ma i titoli di stato danesi sono quelli con il rendimento migliore in Europa ed il peggioramento ha portato lo spread solamente a quota 16.2 punti. In miglioramento, anche se lieve, quasi tutti gli altri Paesi: l’Austria vede il suo differenziale scendere a 20.9, la Finlandia a 22.9, il Belgio a 31.4. Stabile invece l’andamento di Paesi Bassi (10.9), Francia (25.9) e Irlanda (56), in leggero miglioramento il debito della Slovenia (53) del Portogallo (80) e della Spagna (71).