Serena Mollicone “uccisa in caserma”: 5 indagati verso il processo

Serena Mollicone “uccisa in caserma”, arrivano le richieste di rinvio a giudizio per la ragazza trovata morta nel 2001: 5 indagati verso il processo.

Serena Mollicone
Serena Mollicone

Svolta nel caso della morte di Serena Mollicone, la diciottenne ritrovata senza vita in un bosco nel Frusinate nel giugno del 2001. Qualche mese fa, sono state chiuse le indagini e ora il procuratore di Cassino, Luciano d’Emmanuele ha reso note le cinque richieste di rinvio a giudizio per questa vicenda. Di quanto accaduto alla ragazza in più occasioni si è occupata la trasmissione ‘Chi l’ha visto’. Il padre Guglielmo, da parte sua, non ha mai smesso di cercare la verità.

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Di cosa sono accusati i 5 indagati per la morte di Serena Mollicone

Oggi dunque per lui e per coloro che hanno lottato per chiedere verità e giustizia per Serena Mollicone è un giorno davvero fondamentale: richiesto il rinvio a giudizio per l’ex comandante il maresciallo Franco Mottola, suo figlio Marco e la moglie Anna, con le gravissime accuse di omicidio volontario e occultamento di cadavere. Ci sono poi altri due rinvii a giudizio, per il luogotenente Vincenzo Quatrale, e l’appuntato Francesco Suprano.

Per il primo si ipotizza anche l’istigazione al suicidio del brigadiere Santino Tuzi. Il secondo risulta indagato soltanto per favoreggiamento. Le indagini avrebbero permesso di appurare che la ragazza è entrata viva in caserma, poi presumibilmente ha battuto la testa ed è stata lasciata morire lì, quindi abbandonata nel bosco dell’Anitrella. Stando a quanto sostiene la Procura, Serena Mollicone sarebbe stata uccisa “con una spinta contro una porta, data la riscontrata perfetta compatibilità tra le lesioni riportate dalla vittima e la rottura di una porta collocata in caserma”. Dalle indagini risulterebbe poi “perfetta compatibilità tra i microframmenti rinvenuti sul nastro adesivo che avvolgeva il capo della vittima ed il legno della suddetta porta, così come con il coperchio di una caldaia della caserma”.