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Perché al decollo e all’atteraggio spengono le luci

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:42
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aereo luci decollo

Perché si spengono le luci in aereo durante la fase di decollo e di atterraggio

L’aereo suscita molte curiosità e sono innumerevoli le domande che i passeggeri si fanno. Molte richieste e comportamenti delle hostess suonano incomprensibili, come quello di ‘alzare le tendine dei finestrini’, altre sono curiosità da passeggeri ansiosi (qual è il posto più sicuro in aereo) o igienisti (qual è il posto più sporco in aereo da non toccare). Ma una domanda che tutti si sono posti almeno una volta è sul perché al decollo e all’atterraggio si spengono le luci. Qualcuno la prima volta che è accaduto si sarà anche spaventato di vedere le luci improvvisamente spegnersi.

La risposta sul perché si abbassano le luci nelle fasi cruciali del volo, ovvero il decollo e l’atterraggio, è – come spesso accade in aereo – dovuto a motivi di sicurezza. Le luci vengono spente per permettere agli occhi di abituarsi all’oscurità e per permettere di vedere meglio il percorso luminoso di emergenza lungo il corridoio. In caso di emergenza i passeggeri si muoverebbero meglio in un ambiente che conosco già nell’oscurità piuttosto che in un ambiente che diventa improvvisamente buio. Le luci vengono abbassate in tutti i voli in notturna proprio per rendere la luce interna come quella esterna.

Al momento del decollo e dell’atterraggio quindi le tendine dei finestrini devono essere alzate e se si viaggia di notte le luci devono essere spente. Queste due procedure garantiscono una maggiore sicurezza a bordo e non sono vizi di una compagnia, ma regole e leggi dell’Aviazione Civile.

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Giornalista, laureata in Scienze della Comunicazione, web content editor e social media manager. Ho da sempre un'innata curiosità per tutto quello che mi circonda: da bambina mi immaginavo detective e indagavo su tutto per scoprire la verità, immaginandomi protagonista di casi polizieschi e di inchieste giornalistiche (e solitamente era peluche orso il colpevole!). Ho fondato il giornalino scolastico quando avevo 9 anni e da allora non ho mai smesso di scrivere. Ho sempre lo zaino in spalla: adoro viaggiare, scoprire nuove culture, nuovi posti e poterli raccontare. Qualsiasi posto infatti racconta una storia che io voglio conoscere. Quando non scrivo al pc o non sono in viaggio, mi trovate sul palco ad improvvisare oppure a fare trekking con il mio cane o nei reparti di pediatria come clowndottore.