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Bimba di 5 anni in coma, i medici vogliono staccare la spina: genitori disperati

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:15
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i medici vogliono staccare la spinaI medici dell’ospedale Royal London ritengono i trattamenti in favore di Tafida, bimba di 5 anni in coma per una rara patologia, superflui e vorrebbero interromperli. I genitori, però, non si rassegnano e chiedono aiuto all’ospedale Gaslini di Genova che si è detto disponibile ad ospitarla.

Negli anni scorsi l’opinione pubblica ha preso a cuore le vicende di Charlie Guard e Alfie Evans. Entrambi i bambini erano affetti da patologie genetiche gravi, la loro vita era sostenuta dalle macchine e i trattamenti medici non avrebbero potuto migliorare le loro condizioni, motivo per cui gli ospedali in cui erano ricoverati hanno stabilito che era necessario interrompere i trattamenti. Il dibattito che ne è nato, spinto dalla lotta mediatica e legale dei genitori dei bimbi, era di natura etica: in molti, infatti, ritenevano ingiusto l’idea di decidere in quel modo della vita di due bambini.

In questi ultimi giorni, sempre in Inghilterra, si è presentato un terzo caso, quello di Tafida. La bambina ha 5 anni e soffre di una rara condizione genetica per cui i suoi vasi sanguigni si incrociano con connessioni anomale tra vene e arterie. Tafida è in coma dal 9 febbraio scorso e di recente il personale del Royal London Hospital ha riferito ai genitori che a loro avviso nessun trattamento può modificare l’attuale stato di coma o salvare la vita della bimba. Si richiede dunque il permesso di interrompere i trattamenti come nei casi sopra citati.

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Bimba di 5 anni in coma: l’ospedale Gaslini disponibile ad ospitarla

Prima di rassegnarsi a dire addio alla loro piccola, i genitori vogliono essere sicuri che non ci sia più nulla da fare per salvarle la vita. A tale proposito hanno chiesto un secondo parere all’ospedale Gaslini di Genova. Il famoso ospedale pediatrico ha risposto alla loro richiesta formando una commissione che ha esaminato il caso e che lo ha discusso in una conferenza con i colleghi britannici. La conclusione delle analisi porta a confermare la diagnosi dei medici inglesi, i documenti esaminati infatti evidenziano: “l’estrema gravità delle condizioni cliniche, in linea con quanto indicato dai medici inglesi, e il fatto che in Italia non si opera una sospensione delle cure, se non in caso di ‘morte cerebrale’, quadro diverso da quello di Tafida”, scrivono dall’ospedale in un comunicato ufficiale.

Proprio per la differenza di prassi in casi di questo genere ha portato i genitori della piccola a chiedere la disponibilità dell’ospedale Gaslini ad accettare il ricovero di Tafida, onde evitare che la sospensione dei trattamenti ne causi la morte. Richiesta che, come si può leggere dal comunicato dell’ospedale, è stata accolta: “L’Istituto Giannina Gaslini ha risposto positivamente alla richiesta dei genitori della piccola”.