Home News Lo scandalo di Amatrice, parla il vescovo: “Ricostruzione quasi a zero”

Lo scandalo di Amatrice, parla il vescovo: “Ricostruzione quasi a zero”

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Alla vigilia dell’incontro del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con gli studenti del campus “Romolo Capranica”, è intervenuto il vescovo di Rieti ai microfoni dell’avvenire.it che ha svelato la situazione poco esaltante di Amatrice

Amatrice
(Getty Images)

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è atteso questa mattina all’inaugurazione del campus  “Romolo Capranica” di Amatrice, dove da settembre scorso gli studenti fanno lezione in un’ala completata del polo didattico di 12mila metri quadri. Alla vigilia dell’incontro ai microfoni di avvenire.it è intervenuto il Vescovo di Rieti, Domenico Pompili, che ha svelato la situazione poco esaltante per la ricostruzione di Amatrice e delle zone colpite dal sisma ormai anni fa. Ecco le sue prime dichiarazioni: “Troverà un’immensa spianata di quello che fu il centro storico completamente sgombra dalle macerie, fatti salvi alcuni spazi come la chiesa di San Francesco, la casa della suore e la torre civica. E troverà una comunità che si è ridotta del 40%, con il popolo delle seconde case, che era quello che vivacizzava la comunità di Amatrice, che non è nelle condizioni di poter tornare perché non ci sono ancora spazi utili per loro. Mattarella troverà persone stanche disincantate, perché ci si aspettava un’accelerazione, persone che chiedono di vedere qualcosa di ricostruito per tornare a credere nel futuro di Amatrice“.

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Amatrice, lo sfogo del vescovo Pompili

Lo stesso Vescovo di Rieti ha denunciato il problema tutt’ora esistente su tutta la zona: “Il bilancio della ricostruzione è quasi a zero o poco più. Se non ci si mette d’impegno a pensare di voler progettare la ricostruzione della propria casa, che sia la prima o la seconda, vuol dire che non si crede si possa arrivare in fondo e questo è allarmante”. Poi ha aggiunto: “Tuttavia la ricostruzione va portata avanti dall’alto, con una forma di intervento statale che sia più celere e più libera da una serie di vincoli e appesantimenti, e anche con una compartecipazione dal basso perché ogni cittadino è chiamato in causa a scommettere su questa possibilità”. Infine, lancia un appello allo stesso Presidente Mattarella: “Lo ringrazierò per essere presente in modo discreto, ma continuativo e gli chiederò tre cose su cui puntare per la rinascita: da un lato le infrastrutture, dall’altra l’occupazione e infine i beni culturali da mettere al sicuro al più presto”.