Anzio, la storia della famiglia privata dei figli a causa della povertà

Anzio, famiglia privata dei figli a causa della povertàAd Anzio una famiglia è stata smembrata dai servizi sociali quando gli hanno tolto i 6 figli nel 2013: l’unica colpa dei genitori è stata essere poveri.

In questi giorni in cui è tornata a galla la questione affidi per i recenti fatti di cronaca di Bibbiano, vi vogliamo raccontare la storia di una famiglia di Anzio che si è vista togliere i figli perché non potevano mantenerli. Del dramma delle famiglie private dei loro figli se ne parla, infatti, solamente quando si presenta un caso limite come quello accaduto in Emilia, in cui dietro le decisioni di assistenti sociali e magistrati ci sono dei crimini gravi. Eppure ci sono casi di sottrazioni di minori alle famiglie in cui i genitori non hanno colpe gravi se non quella di essere in una realtà in cui il lavoro non è garantito a tutti.

Emblematico è stato il caso di questa famiglia di Anzio che nel 2012 è stata smembrata dagli assistenti sociali perché i genitori non avevano abbastanza denaro per mantenerli adeguatamente. I bambini non potevano permettersi abiti nuovi, andavano a scuola in condizioni igieniche scarse e vivevano in un appartamento troppo piccolo per 8 persone. Nel giro di tre anni la madre ha ottenuto un posto come donna delle pulizie, il padre è stato assunto con un contratto a tempo determinato e hanno ottenuto la possibilità di vivere nella casa della nonna a Romanella, grande a sufficienza per ospitare tutti.

Famiglia povera privata dei figli: “Adesso li rivoglio” 

Nel 2015 i due genitori hanno dato mandato all’avvocato per richiedere l’affidamento dei figli. Una pratica che si è rivelata più complicata del previsto, dato che nel marzo del 2016 è stata presentata un’interrogazione parlamentare per ridiscutere l’allontanamento dei figli per motivi economici dal Movimento 5 Stelle in cui si citava esplicitamente il dramma vissuto da questa famiglia. Ne è emerso che per legge i bambini non sono stati tolti ai genitori per la mancanza di denaro, ma perché vivevano in un ambiente troppo piccolo ed in condizioni igieniche precarie, insomma è stata ravvisata una condizione in cui non era garantito il benessere dei minori.

La situazione accertata dagli assistenti sociali nel 2012, ha spiegato nel 2015 l’avvocato della famiglia, era una conseguenza delle problematiche economiche avute dai due genitori: “E’ vero che i bambini andavano a scuola sporchi e che i genitori hanno avuto delle responsabilità, ma la loro unica colpa, se di colpa si può parlare, è la povertà”. Inoltre gli era stato negato l’accesso ad una casa popolare poiché nella lista erano dietro a 600 persone. Nei tre anni intercorsi dal provvedimento alla richiesta di ottenimento dell’affido dei figli, la situazione è radicalmente cambiata, ma quello che viene da chiedersi è: non sarebbe meglio assicurare alle famiglie, specie quelle numerose, un’appartamento ed un sussidio adeguati piuttosto che arrivare a simili estremi?