Infermiera killer, confermata la pesante condanna: uccise genitori e marito

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Laura Taroni, l’infermiera killer di Saronno, con l’amante Leonardo Cazzaniga – FOTO: Facebook

Laura Taroni è stata condannata anche in Appello per la morte dei suoi e del marito, in complicità con il medico amante. E ci sono altre morti sospette.

La Corte d’Appello di Milano ha confermato la condanna all’infermiera killer Laura Taroni, già emersa in primo grado a suo tempo. La dipendente dell’ospedale di Saronno era stata ritenuta colpevole dell’omicidio del marito, Massimo Guerra, e della madre proprio di lei, Maria Rita Clerici, con la complicità dell’amante, il medico Leonardo Cazzaniga. Alla Taroni sono stati dati 30 anni di carcere anche in secondo grado, nonostante lei abbia dichiarato di non aver mai pensato di voler uccidere nessuno. Ma l’accusa l’ha inchiodata alle sue responsabilità l’infermiera killer, affermando che lei sottopose ad un sovradosaggio suo marito, e successivamente anche la 61enne mamma della Taroni venne eliminata. Le due vittime persero la vita rispettivamente nel giugno del 2013 e nel gennaio del 2014, con la donna che morì per avvelenamento. In questa torbida vicenda di cronaca nera erano stati coinvolti altre quattro persone, sempre dipendenti dell’ospedale di Saronno. Si tratta di due dirigenti e di due medici.

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Infermiera killer, lei e l’amante fortemente indiziati anche per la morte del padre

La prima condanna venne emessa dal Tribunale di Busto Arsizio, con replica ora arrivata anche dalla Corte d’Assise di Milano. Per quanto riguarda Cazzaniga, è indagato proprio a Busto Arsizio per il reato di concorso in omicidio per i decessi dei congiunti della sua amante oltre che per omicidio plurimo dopo la morte di 12 pazienti deceduti al pronto soccorso della struttura di Saronno dove lavorava, oltre che per la scomparsa del suocero della Taroni. Anche quest’ultimo sarebbe morto avvelenato, a causa dell’assunzione immotivata di farmaci che non gli erano necessari e che lo hanno portato nel corso di non molto tempo a perdere la vita, stando a quanto ribadito dal sostituto procuratore generale di Milano. Che sulla Clerici ha aggiunto: “La mattina quella povera donna stava benissimo, di sera è arrivata moribonda, stesa sul pavimento”.