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Procedura d’infrazione contro l’Italia: cos’è e come funziona

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cos'è e come funziona
(Getty Images)

L’Italia potrebbe incorrere in una procedura d’infrazione da parte dell’Unione Europea: scopriamo cos’è e come funziona e cosa comporta.

Sebbene nel mese di aprile l’introduzione di Quota 100 e Reddito di Cittadinanza avesse illuso che ci fossero delle prospettive di crescita dell’economia italiana, i report sull’andamento finanziario del nostro Paese e le previsioni economiche della Commissione Europea per il 2019 ed il 2020 hanno mostrato che l’Italia rimane il fanalino di coda dell’Europa in fatto di crescita economica. Se i cattivi presagi contenuti nelle previsioni non dovessero bastare a fare capire che la situazione necessita di una risoluzione entro breve, le dichiarazioni che la stessa Commissione Europea ha rilasciato ieri non lasciano spazio ad interpretazioni ottimistiche.

Dopo aver ventilato la possibilità di aprire una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia al tempo dell’approvazione della manovra di Bilancio, la Commissione ha dichiarato ieri che ci sono i presupporti per avviarla nei prossimi mesi: “L’Italia non ha rispettato la regola del debito e una procedura è giustificata, ma non stiamo aprendo la procedura oggi”, spiegano però da Bruxelles, visto che ad esprimersi a riguardo devono essere i Paesi membri dell’Unione Europea.

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Procedura d’Infrazione: cos’è e come funziona

La speranza del governo Conte e quella che i paesi Europei votino contro la procedura, al fine di permettere all’Italia di rientrare sotto la soglia del debito senza intromissioni da parte dell’Unione Europea. La procedura d’Infrazione, infatti, è una misura estrema che viene applicata solo nel caso in cui le politiche economiche di uno dei Paesi membri violino gli accordi economici base dell’UE, mettendo a rischio la crescita economica dell’Europa.

Qualora venisse applicata verrebbero applicate nuove tassazioni e tagli alle spese per permettere un rientro nei valori di debito ammessi. L’Unione Europea imporrebbe delle misure correttive e vigilerebbe sull’applicazione delle stesse. Qualora non venissero applicate, inoltre, l’Italia incorrerebbe in sanzioni. Per evitarla, dunque, potrebbe rendersi necessario un aumento delle tasse ed un taglio ai finanziamenti da ponderare in una manovra economica che si aggiunga a quella in essere.