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Greenpeace nell’Artico: concerto con strumenti di ghiaccio per gli Oceani

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:13
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Greenpeace, un concerto con strumenti di ghiaccio per sensibilizzare l’importanza della salvaguardia degli oceani.


Il riscaldamento globale è uno problema serio. In barba a chi prende in giro gli ambientalisti che lottano ogni giorno per cercare di sensibilizzare l’opinione comune su questo argomento, Greenpeace continua la sua lotta imperterrita e, da poco, ha diffuso un video di un concerto tenutosi a Tempelfjorden in Norvegia con degli strumenti realizzati con il ghiaccio.

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Concerto nell’Artico con strumenti di ghiaccio per Greenpeace

I musicisti hanno suonato un brano creato ad hoc per l’occasione intitolato Ocean Memories e, nonostante una temperatura inferiore ai -12 gradi Celsius, il video ben rappresenta la volontà di queste persone e di Greenpeace, ovviamente, nel sensibilizzare il mondo all’importanza di proteggere i nostri oceani. Halvard Raavand, della campagna oceani di Greenpeace Nordic ha dichiarato che accendere i riflettori mediatici sull’Oceano Artico è fondamentale perché la perdita di ghiaccio si fa via via più importante e salvaguardare i santuari oceanici non è importante solo per il Polo Nord, ma per l’intero pianeta. “I Governi devono capire che dare vita ad un trattata globale sugli oceani, con la conseguente creazione di una rete di santuari oceanici potrebbe essere un’opportunità unica e speciale per creare una rete di lavoro globale e di rendere il mare più sano, perché è lui il nostro miglior alleato contro il clima che cambia”.

La campagna Proteggi gli Oceani e la missione di Greenpeace

Le notizie che rilascia GreenPeace su questo argomento sono inquietanti. L’Artico, quest’anno, sta facendo registrare un perdita di ghiacci da record con temperature di ben otto gradi superiori alla norma. Le minacce che incombono sugli Oceani sono troppe e Greenpeace lancia la campagna “Proteggi Gli Oceani”, partendo proprio dall’Artico con una ambiziosa spedizione da polo a polo per quasi un anno a bordo di due navi di Greenpeace, la Esperanza e la Arctic Sunrise che, con il loro viaggio, faranno vedere a tutti i tragici danni dovuti ai cambiamenti climatici, i danni della pesca eccessiva e l’inquinamento da plastica nell’Oceano Artico.

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