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roma marocchino cattolico accoltellaNella mattinata di martedì 23 aprile un georgiano di 44 anni è stato accoltellato da un marocchino a due passi da Roma Termini al grido di “cattolico di m****”

Un episodio gravissimo si è verificato questa mattina a Roma, a due passi dalla stazione Termini. Un uomo, 44enne georgiano, è stato infatti accoltellato alla gola. Un colpo fortunatamente non troppo profondo ma che si sarebbe potuto rivelare letale. A sferrare la coltellata sarebbe stato un 37enne marocchino, prima fermato dalla polizia e quindi arrestato con l’accusa di tentato omicidio. Ma è il motivo alla base dell’aggressione ad essere piuttosto inquietante. Il magrebino, infatti, non avrebbe ‘gradito’ che il 44enne portasse un crocifisso al collo. Un pretesto allucinante che deve necessariamente aprire riflessioni profonde.

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Roma, marocchino tenta di sgozzare un georgiano con il crocifisso al collo al grido di “cattolico di m****”

L’aggressione è avvenuta nella mattinata di martedì 23 aprile a Roma. Un 44enne si è presentato a una volante della polizia ferito alla gola e ha indicato agli agenti il presunto responsabile dell’aggressione. Questo, alla vista delle forze dell’ordine, ha provato a scappare. Si è disfatto del coltello, poi recuperato, ed è stato bloccato poco dopo dalla polizia. Si tratta di un 37enne marocchino che si trovava con la vittima su un autobus. All’uscita del georgiano, il magrebino lo avrebbe raggiunto provando di fatto a sgozzarlo, non prima di aver gridato “italiano cattolico di m****”. Insomma, a quanto pare, un’aggressione a sfondo religioso. Il 44enne si trova in ospedale, non è in pericolo di vita ma è stato ricoverato con una prognosi di 21 giorni.

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Lega e 5 Stelle litigano anche sul tentato omicidio

L’episodio è stato reso noto anche dal ministro dell’Interno Matteo Salvini che ha scritto a tutti i prefetti e questori “per aumentare controlli e attenzione in luoghi di aggregazione di cittadini islamici, per prevenire ogni tipo di violenza contro cittadini innocenti”. La ‘guerra civile’ con gli alleati di governo del Movimento 5 Stelle, però, prosegue. I partner del leader leghista, infatti, non gli hanno risparmiato una stilettata: “Il problema ce lo abbiamo in casa, non è che scrivendo una lettera o una circolare si risolvono le cose. Bisogna fare di più sui rimpatri che sono fermi al palo”.