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Wanna Marchi e Stefania Nobile, le vicende giudiziarie: dalla denuncia di Striscia per truffa al carcere

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wanna marchi stefania nobile
Wanna Marchi e Stefania Nobile (Instagram)

Wanna Marchi e sua figlia Stefania Nobile sono state coinvolte in varie vicende giudiziarie che le hanno portate in carcere. 

Le vicende giudiziarie che hanno visto coinvolta la famiglia Marchi si riferiscono a un periodo che coincide con il primo decennio degli anni 2000. I protagonisti di questa storia sono Wanna Marchi, sua figlia Stefania Nobile, il brasiliano Mario Pacheco do Nascimento (conosciuto come ‘Mago’) e l’ex convivente, poi futuro marito, Francesco Campana. Nel 2001 la signora Marchi era conosciuta come ‘la regina delle televendite’. Da quasi 20 anni era in televisione insieme a sua figlia Stefania, con la quale nel 1996 aveva fondato la società Ascié srl a Milano. Tra i soci figurava anche Mario Pacheco do Nascimento.

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Le vicende giudiziarie della famiglia Marchi: la denuncia di Striscia la Notizia sulle televendite-truffa

Il 27 novembre 2001, Striscia la Notizia va in onda con un servizio destinato a fare storia. Lo scoop è incentrato su una serie di truffe che vedevano coinvolti i tre soci dell’Ascié srl. Dai servizi si evinceva come la società avesse indotto molte persone a pagare ingenti quantitativi di denaro in cambio di bustine di sale da cucina, edera e altri oggetti che avrebbero avuto la funzione di scacciare il malocchio. Wanna Marchi era infatti impegnata nella televendita di numeri fortunati per il gioco del lotto, talismani, amuleti e kit completi contro le influenze maligne. A seguito della denuncia di Striscia la Notizia sui metodi truffaldini applicati, la guardia di finanza avviò un’indagine per associazione a delinquere finalizzata alla truffa e all’estorsione. Questa ipotesi di reato venne poi successivamente derubricata a truffa aggravata. Wanna Marchi venne così rinviata a giudizio, insieme a sua figlia Stefania Nobile e ad altri collaboratori.

Le condanne per Wanna Marchi e Stefania Nobile

E’ il 3 aprile del 2006 quando Wanna Marchi e Stefania Nobile vengono condannate a due anni e sei mesi di reclusione per truffa aggravata. Poco più di un mese dopo, le due donne e Francesco Campana (all’epoca compagno della Marchi) vengono condannate in primo grado – 10 anni per madre e figlia, 4 anni per l’uomo – per associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata, con un risarcimento a favore delle vittime di oltre 2 milioni di euro. Nello stesso processo viene condannato Mario Pache do Nascimento, 4 anni con rito abbreviato. Il 27 marzo 2008, la Corte d’Appello riduce le pene a: 9 anni e 6 mesi per Wanna Marchi, 9 anni, 4mesi e 9 giorni per Stefania Nobile, 3 anni, 1 mese e 20 giorni per Francesco Campana. La Cassazione ha confermato le condanne. Madre e figlia sono state condannate, nel 2010, anche per bancarotta fraudolenta per il fallimento della società Ascié srl.

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