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I coniugi Damiani sono stati trovati senza vita nella loro casa di Castelvetrano. Gli inquirenti sono al lavoro per risolvere il caso.

Un ennesimo omicidio-suicidio. E’ questa l’ipotesi più probabile per gli inquirenti al lavoro sul caso dei coniugi Damiani, ritrovati entrambi senza vita nella loro abitazione di Castelvetrano (Trapani): Marito e moglie erano avvinghiati, come in un abbraccio mortale, in un lettino a, piano terra. La donna, 47 anni, Daniela La Gumina, avrebbe manifestato la scelta di voler lasciare il marito e lui, Gino Damiani, un impiantistica idraulico di 59 anni, non avrebbe accettato la decisione.

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I dubbi sulla dinamica dei fatti

La dinamica dei fatti non è ancora chiara. In base agli elementi raccolti finora, sembrerebbe che Damiani abbia strangolato la moglie e sia poi andato a lavarsi le mani in bagno: proprio qui sarebbero state trovate tracce di sangue, più precisamente sul lavabo, sul bidet e su una porta. Quindi l’uomo avrebbe preso un coltello con una lama molto lunga, l’avrebbe incastrato nel braccio della moglie, già deceduta, e si sarebbe lasciato trafiggere buttandosi sopra l'”arma”, morendo a sua volta.

La coppia aveva due figli, una ragazza di 23 anni e un maschio partito per il nord da qualche giorno. A lanciare l’allarme è stato un collaboratore dell’impiantista che aveva telefonato senza ricevere risposta e, recatosi sul posto, aveva trovato il portone chiuso. Sono stati i Vigili del Fuoco, intervenuti su sua segnalazione, a fare la triste scoperta. Sul posto sono poi giunti il medico legale, i Carabinieri e personale del Commissariato di sicurezza, e si attende l’intervento dei Ris per i rilievi del caso.

EDS