CONDIVIDI

ll drammatico episodio è avvenuto nella metro A della Capitale. Il bimbo rom, di 11 anni, è stato accoltellato alla testa da un giovane italiano.

Un altro pomeriggio ad alta tensione nella metro A di Roma. Un bimbo rom di 11 anni è stato accoltellato alla testa, per la precisione alla nuca, con un taglierino da un ragazzo italiano che lo accusava di aver rubato. Si è salvato grazie al tempestivo intervento delle GPG (Guardia Particolareggiate Giurate) in servizio alla stazione Termini della metropolitana.

Se vuoi seguire tutte le nostre notizie in tempo reale CLICCA QUI

La cronaca dell’aggressione

Il fattaccio è accaduto nel pomeriggio di ieri, giovedì 21 febbraio, intorno alle 15:40, alla fermata della stazione centrale. L’aggressore, un 29enne romano, ha rincorso il bambino sulla banchina e, dopo averlo raggiunto, lo ha ripetutamente colpito, urlando “vi ammazzo tutti”. Quando i vigilantes della metro lo hanno bloccato, ha tentato di divincolarsi per riacciuffare la vittima, in cerca di una via di scampo.

Il bambino è stato poi trasportato in ospedale, al Policlinico Umberto I, dove gli sono stati applicati cinque punti di sutura alla nuca ed ha avuto sette giorni di prognosi.Da successivi accertamenti è emerso che risiederebbe nel campo rom di Campo di Carne (Latina). E nelle sue tasche non è stata trovata traccia del presunto denaro rubato al 29enne.

L’aggressore, residente nel quartiere di San Basilio, è stato invece denunciato per lesioni dolose aggravate e porto abusivo di oggetti atti ad offendere e sottoposto a rito direttissimo nella mattinata di oggi 23 febbraio al Tribunale di piazzale Clodio. “Voglio ammazzare gli zingari perché mi hanno rotto il ca**o”, avrebbe detto a giustificazione del suo gesto. E ancora: “State sempre qua a rubà. A voi zingari vi ammazziamo… Questo ladro mi ha appena fregato 70 euro”.

La condanna dell’Associazione 21 luglio

Sull’aggressione parole di ferma condanna sono state espresse dall’Associazione 21 Luglio: “Era tutto fin troppo facile prevedere. Stiamo solo iniziando a raccogliere i frutti dell’odio seminato, dagli anni passati ad oggi, attraverso le parole gravi e irresponsabili di esponenti politici e rappresentanti istituzionali. La comparazione tra dati riferiti ai crimini d’odio di matrice razzista in Italia tra il 2017 e il 2018, ci parla di dati in aumento del 170%”.

“L’episodio di ieri – prosegue la nota dell’Associazione – che ha visto come vittima un bambino rom di 11 anni, aggiunge un ulteriore elemento: quando le vittime sono donne o bambini, vuol dire l’asticella sta ulteriormente abbassandosi. Deridere un bambino nero in una classe umbra o ferire un suo coetaneo rom in un vagone della metropolitana romana, in Italia, non è più qualcosa di cui vergognarsi”.

“Cadono i tabù, e quando questo accade vuol dire che ci troviamo di fronte a un precipizio del quale nessuno conosce la profondità ed il danno che la caduta potrà provocare. Una cosa è certa abbiamo davanti l’inizio di una fine le cui tragiche conseguenze nessuno sarà in grado di prevedere. O individuiamo gli anticorpi, o saremo tutti travolti”, conclude la 21 Luglio.

EDS