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Salvini
(Photo credit should read TIZIANA FABI/AFP/Getty Images)

Salvini è stato denunciato per istigazione all’odio razziale presso la Procura della Repubblica di Treviso: chi ha denunciato e cosa ha risposto il ministro.

Il Ministro degli Interni Salvini è stato denunciato e la denuncia è stata presentata da 5 cittadini del travisano presso la Procura della Repubblica di Treviso. Fra i privati cittadini che hanno deciso di sporgere denuncia contro il leader della lega, per il quale l’ipotesi di reato è di istigazione all’odio razziale con l’aggravante della sua posizione come funzionario pubblico, c’è anche un ex consigliere regionale della maggiorana, legato ad un sindaco di una lista civica del trevisano.

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Salvini denunciato per istigazione all’odio razziale: da chi e perchè

Il Ministro dell’Interno Matteo Salvini è stato denunciato con l’ipotesi di reato di istigazione all’odio razziale aggravato dalla sua posizione di funzionario pubblico. “Le affermazioni del Ministro, singolarmente e complessivamente considerate hanno travalicato scientemente il limite del legittimo esercizio del diritto di manifestazione del pensiero previsto dall’art. 21 della Costituzione, e non sono pertanto tutelate dalla libertà d’espressione”, hanno riferito i firmatari della denuncia. Al vaglio dei 5 uomini che come privati cittadini hanno scelto di fare la denuncia contro il ministro sono le affermazioni pubbliche del ministro Salvini ed anche le sue parole sui social. La denuncia è stata presentata presso la Procura di Treviso da 5 cittadini fra cui figurano: Gabrielle Casagrande, Renato Zanivan, Said Chaibi, Luigi Calesso. Said Chaibi è un ex consigliere comunale della maggioranza facente parte della lista civica Sinistra per Treviso, Renato Zanivan è stato segretario cittadino di Sel e Luigi Carlesso è personaggio influente nel mondo dell’associazionismo. Fra le frasi di Matteo Salvini incriminate ci sono le seguenti: “Per gli immigrati clandestini è finita la pacchia, preparatevi a fare le valigie, in maniera educata e tranquilla, ma se ne devono andare.”

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“Immigrati della Diciotti in sciopero della fame? Facciano come credono, io non cambio idea. In Italia (dati Istat 2017) vivono 5 milioni di persone in POVERTÀ assoluta (fra cui 1,2 milioni di BAMBINI) che lo sciopero della fame lo fanno tutti i giorni, nel silenzio di buonisti, giornalisti e compagni vari. Per me vengono prima gli Italiani, poi gli altri. Qualche giudice vuole ARRESTARMI per questo? Nessun problema, lo aspetto”.

Secondo i firmatari, infatti: “Non siamo contro la libertà di opinione, ma riteniamo che certe espressioni privino quella degli altri e favoriscano l’odio e un certo rischio sociale. Il nostro è un gesto che non vuole influenzare la magistratura, che sa certamente fare il proprio mestiere, ma sensibilizzare l’opinione pubblica e far capire che in Italia non tutti la pensano come Salvini”, ha spiegato il portavoce Luigi Carlesso, specificando anche che il ruolo del leader della lega nel governo faccia sì “che il ministro rappresenta un’istituzione dello Stato. L’Italia ha firmato la Convenzione europea sui diritti dell’uomo, che indica come la libertà di espressione sia sì libera ma debba essere rispettosa degli altri”.

Marta Colanera