CONDIVIDI
Francesco sicignano ladro albanese
(screeshot)

Nuove minacce a Francesco Sicignano, il pensionato che nel 2015 sparò e uccise un ladro albanese che si era intrufolato nella sua villetta. La famiglia dell’extracomunitario: “I soldi per il perdono, altrimenti vendetta di sangue”

L’incubo di Francesco Sicignano è iniziato nell’ottobre del 2015. Quando un ladro albanese si è infilato nella sua villa di Vaprio d’Adda, nel Milanese. Lui sparò e lo uccise. E se la giustizia ordinaria, quella italiana, lo ha assolto perché agì per legittima difesa, c’è qualcun altro che è intenzionato a fargliela pagare. Ovvero, la famiglia dell’albanese morto e in particolare suo padre. Già qualche giorno fa vi avevamo parlato delle minacce che quest’uomo aveva rivolto a Francesco Sicignano. “Ucciderò uno dei suoi figli”, aveva promesso. Un comportamento agghiacciante, dettato dal ‘Kanun’. Una sorta di legge che pare essere diffusa nei peggiori ambienti albanesi, in particolare nella pericolosissima mafia. A portare a galla il caso è stato il programma Le Iene, che ieri ha portato da Francesco anche un intermediario per tentare di far rientrare le minacce di morte.

Per essere aggiornato su tutte le notizie: CLICCA QUI!

Francesco Sicignano, la famiglia del ladro albanese ucciso: “Soldi o vendetta di sangue”

“Vorrei che Francesco giurasse di dire la verità davanti a Dio, così potrò riferirla alla famiglia del ragazzo ucciso sotto la mia responsabilità”. Sono le parole dell’intermediario rivolte a Francesco Sicignano, minacciato di vendetta omicida dal padre del ladro albanese a cui sparò per legittima difesa. Secondo la famiglia, il pensionato uccise il ragazzo mentre si trovava per strada. In verità, tutte le prove smentiscono questa ipotesi e confermano quella in cui l’extracomunitario si intrufolò nella villetta di Vaprio d’Adda. “Io credo a quest’uomo, la famiglia doveva perdonare ancora prima del funerale”, afferma ancora l’intermediario. Ma dall’altra parte non ci sentono. Le minacce di morte si sono ripetute, anche se la famiglia albanese ha fatto capire di essere disposta al perdono in cambio di soldi. E così Le Iene sono andate a parlare con il ministro dell’Interno albanese. “La vendetta di sangue è un’invenzione di qualche associazione che vuole arricchirsi attraverso fondi e donazioni”, ha affermato. Ma il Kanun è una realtà purtroppo consolidata. Le vite di Francesco Sicignano e dei suoi cari sono in pericolo.