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Omicidio Vannini: raccolte 160 mila firme per riesaminare il caso

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Raccolta firme raggiunge le 160 mila adesioniOmicidio Vannini: il web non ha accettato la sentenza della Corte d’Appello con la quale è stata ridotta la pena ad Antonio Ciontoli, la raccolta firme per riesaminare il caso ha raggiunto le 160 mila adesioni.

L‘omicidio Vannini è uno dei casi di cronaca nera che ha maggiormente colpito i cuori degli italiani. La morte del 20enne, infatti, è avvolta dal mistero ed ancora oggi i dettagli di quanto accaduto a casa Ciontoli non sono del tutto chiari. Ad aggiungere empatia per la famiglia, c’è il fatto che tutti i membri della famiglia hanno deciso di ritardare l’arrivo dei soccorsi, permettendo che il ragazzo si dissanguasse a causa delle ferita d’arma da fuoco causata, a detta di Antonio Ciontoli, da un colpo partito inavvertitamente.

Proprio l’elemento della non volontarietà è quello che ha condotto il giudice della Corte d’Appello a riqualificare il reato dell’ex maresciallo come omicidio colposo, con conseguente riduzione di pena da 14 anni a 5 anni di reclusione. Una decisione che ha mandato su tutte le furie i familiari della vittima, i quali hanno urlato per rabbia e disperazione durante la lettura del dispositivo. Sotto accusa del web anche la frase che il giudice ha utilizzato per zittire le lamentele all’interno dell’Aula di tribunale: “Non ho neanche finito di leggere il dispositivo; questa è interruzione di pubblico servizio ai sensi dell’articolo 40 del codice penale. Se volete farvi una passeggiata a Perugia, ditelo”.

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Omicidio Vannini, solidarietà dal web per la famiglia

Immediatamente dopo la divulgazione del dispositivo in rete, sono state numerose le manifestazioni di sdegno nei confronti della sentenza e ancora più numerose quelle di sostegno alla famiglia Vannini. Anche il ministro della Giustizia Bonafede e quello alla Difesa Trenta, chiamati in causa dal web, hanno espresso la propria opinione riguardo il caso. Entrambi hanno spiegato di non poter giudicare l’operato dei magistrati poiché esula dalle loro competenze, ma Bonafede si è detto indignato per la decisione del magistrato di interrompere la lettura della sentenza per dire ai contestatori che se volevano potevano “andare a fare un giro per Perugia”, mentre la Trenta ha detto che farà tutto quanto in suo potere per non fare reintegrare Ciontoli nell’Arma. Nel frattempo su ‘Change.org‘ è stata lanciata una petizione per chiedere di riesaminare il caso che ha raggiunto in pochi giorni 160.000 firme.

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