CONDIVIDI

Stasera in tv, Figli del destinoStasera in tv, in onda sul Rai Uno in prima serata, Figli del Destino: anticipazioni sulla docu-fiction Rai dedicata alla Giornata della Memoria.

Sono passati 80 anni da quando la dittatura nazi-fascista ha firmato le leggi razziali che hanno dato inizio ad una delle stragi più grandi della storia, nonché ad un tentativo di genocidio che non può e non deve essere dimenticato. Lo sterminio degli ebrei da parte dei Nazisti è uno dei crimini più grandi compiuto dall’umanità, il più grande dello scorso secolo e di sempre in Europa. Per non dimenticare l’orrore e le atrocità di quel periodo è stata istituita la Giornata della Memoria (ogni 27 gennaio), un giorno in cui viene lasciato spazio alle testimonianze di chi quel martirio lo ha vissuto e ne uscito fisicamente indenne ma profondamente segnato. In vista di tale ricorrenza la Rai manda oggi in onda ‘Figli del destino‘ una docu-fiction che racconta la storia di quattro bambini sopravvissuti alla follia nazi-fascista.

Se vuoi seguire tutte le nostre notizie in tempo reale CLICCA QUI

Leggi anche -> Stasera in tv, ‘CR4 – Repubblica delle Donne’: anticipazioni del 23 gennaio

Leggi anche -> Stasera in tv, 55 passi nel sole: ospiti e anticipazioni del 23 gennaio

Figli del destino: anticipazioni sulla docu-fiction di Rai Uno

L’intento degli ideatori del documentario ‘Figli del destino’ è quello di raccontare, ad 80 anni di distanza,  lo sconvolgimento portato nella vita degli ebrei dall’introduzione delle leggi razziali. Per farlo sono stati scelti 4 sopravvissuti che all’epoca dei fatti erano solamente dei bambini: Liliana Segre (neo senatrice a vita), Tullio Foa’, Lia Levi e Guido Cava. Attraverso i loro racconti e le scene recitate rivivremo quei giorni in cui la vita di questi bambini è stata trasformata in un incubo, scopriremo cosa provarono nel momento in cui dovettero abbandonare la scuola e cominciarono ad essere discriminati e maltrattati, prima ancora di capire cosa significasse per loro essere ebrei. Vivremo insieme a loro l’orrore di essere deportati, la paura di perdere una persona cara o la propria vita, la frustrazione e l’impotenza dinnanzi alla necessità di nascondersi. La docu-fiction si prefigge dunque di essere uno spaccato amaro della società italiana da nord a sud in quello che è stato il periodo più buio della nostra Nazione.