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oro banche centrali
(foto pubblico dominio)

Oro: le richieste delle banche centrali che non riescono a recuperare le riserve auree da Bank of England e Federal Reserve.

Nei mesi scorsi, il Banco Central de Venezuela, per conto del Governo della Repubblica del Venezuela, ha chiesto la restituzione di 1,4 tonnellate di lingotti d’oro custoditi al Regno Unito e nello specifico alla Bank of England, con tanto di lettera indirizzata al Governatore Mark Carney. Si tratta di un “tesoretto” di 112 lingotti da 12,4 chili ciascuno. Questi resteranno però a Londra per chissà quanto tempo ancora.

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Il ruolo di Bank of England e Federal Reserve

Stando ai numeri, dettagliati dal ‘Sole 24 Ore’, il 10% delle riserve auree venezuelane è sotto sequestro inglese senza ragione e al di fuori di ogni regola o legge. Da Londra si limitano a una breve nota: “La Bank of England si riserva il diritto di non restituire l’oro sovrano in custodia e di impedirne anche la visione”. Lo stesso trattamento potrebbe ricevere l’Italia che ‘vanta’ crediti di 300 tonnellate d’oro prese in consegna nel dopoguerra dal governo inglese e altrettante sotto custodia della Federal Reserve di New York.

Chiedere del resto oro in un periodo in cui i mercati non sembrano decollare sembra tempo perso. Infatti, l’oro sovrano è tornato ad occupare un ruolo chiave per Stati e mercati. I numeri parlano chiaro: la Bank of England tiene sotto chiave altri 200mila lingotti d’oro sovrano di proprietà dei governi di oltre 70 nazioni. Si stima che secondo i dati della Banca dei Regolamenti Internazionali di Ginevra, quasi la metà dei 1.360 miliardi di dollari delle riserve auree mondiali siano nelle mani della Bank of England e della Fed. Quello che deve far riflettere è che sembra quasi che Nicholas Maduro, presidente del Venezuela, sia l’unico interessato a riottenere quelle riserve auree.

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