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nero a metà claudio amendola
Claudio Amendola (screenshot video)

Nero a metà: Claudio Amendola, in un’intervista rilasciata al settimanale Vero, spiega il perché del nome della fiction di Raiuno.

In un’intervista rilasciata al settimanale Vero, l’attore Claudio Amendola spiega le ragioni del nome della fiction ‘Nero a metà’, in onda su Raiuno, all’interno della quale un ispettore di polizia in servizio nella Capitale multietnica del quartiere Esquilino, Carlo Guerrieri. Ovviamente, impossibile non vedere la citazione e l’omaggio a Pino Daniele, ma il senso del nome va oltre questo.

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Claudio Amendola e la verità su Nero a metà

“Si chiama Nero a metà perché esiste una parte di Carlo molto oscura e profonda. È un fardello che appartiene al passato, una ferita che viene da lontano che si crede essere ormai guarita ma che, invece, tornerà a riaprirsi e sanguinare”, ha raccontato Claudio Amendola, che come noto durante le riprese della fiction ha avuto un infarto e oggi spiega: “Dopo il malore tutti mi hanno aspettato”.

Quindi Claudio Amendola ha aggiunto: “Ho avuto la fortuna di lavorare con attori davvero capaci che rappresentano il sale di questa serie. Quando si lavora con i giovani si recupera quell’entusiasmo che noi attori magari abbiamo un po’ perso per strada. A contatto con loro ci si ricorda quanto è bello questo mestiere”.

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