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(Websource / archivio)

Claudio Amendola offre un’anticipazione di “Nero a metà”, la nuova fiction che lo vede protagonista nei panni di un uomo della legge, Carlo Guerrieri.

Dopo il “siparietto” a Domenica In, oggi Claudio Amendola è stato ospite di Tiberio Timperi e Francesca Fialdini a La Vita in Diretta e nel corso della trasmissione ha parlato, tra le altre cose, anche di “Nero a metà”, la nuova fiction nella quale interpreta il poliziotto Carlo Guerrieri sulla rete ammiraglia di Casa Rai. Un romanissimo quanto spigoloso ispettore di polizia in servizio nella Capitale multietnica del quartiere Esquilino e a cui viene accostato il giovane e ambizioso Malik Soprani, romano di adozione.

L’attore romano ha definito il suo personaggio uno spirito libero, quasi borderline, perché “allergico alle regole e anche ai superiori, ma soprattutto a quelli che non la pensano come lui”. Come sempre dal set al vissuto autobiografico il passo è breve, e Amendola ha confessato tra qualche risata che, come Guerrieri, anche lui non sopporta una certa cosa: gli uomini che si avvicinano e insidiano sua figlia. “In questo devo dire che siamo molto simili…” ha detto l’attore nel backstage del programma di Rai 1.

La trama della nuova serie con Claudio Amendola

La serie in questione, divisa in sei appuntamenti ogni lunedì sera, è stata diretta da Marco Pontecorvo ed è stata concepita come una profonda riflessione sui temi dell’integrazione e del razzismo in una società in rapido e costante mutamento come la nostra. “Bisogna capire che l’altro è un’opportunità e non è una minaccia”, ha affermato lo stesso Amendola in una recente intervista, ricordando anche di quando era giovane e a Roma arrivavano ondate di migranti provenienti dall’Africa. Allora, ha detto il noto attore, “non c’era nessun timore perché c’era una società più serena, c’era un rapporto migliore con il domani, che oggi è venuto meno e questo crea difficoltà ad accettare, ad aprirsi a quello che invece è un fenomeno inarrestabile, inequivocabile che non si potrà mai fermare perché è dalla storia del mondo che funziona così”.

Ma, ricorda ancora Amendola, “la gente si muove e continuerà a muoversi”. E così, la fiction di Rai1 vuole proporre, nel suo piccolo, un possibile modello di integrazione. Due poliziotti che più diversi non potrebbero essere e si ritrovano a lavorare fianco a fianco nel Commissariato Rione Monti. Entrambi saranno chiamati a collaborare alla ricerca della verità e della giustizia, sempre in bilico tra lavoro e vita privata, e con le scelte morali che di volta in volta si renderanno necessarie. Come andrà a finire? Lo vedremo stasera in prima serata su Rai 1.

EDS

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