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Morte Desirée
Morte Desirée (Facebook)

Morte Desirée, il Tribunale del Riesame dopo le polemiche dei giorni scorsi: “Fu omicidio”, accusato del delitto Mamadou Gara.

Qualche giorno fa, aveva fatto discutere la decisione del Riesame sul caso della morte di Desirée, la 16enne trovata priva di vita in un palazzo a Roma nel quartiere San Lorenzo e che era sparita da Cisterna, in provincia di Latina. Infatti, erano state accolte le richieste dei legali di Chima Alinno e Brian Minthe, annullando l’accusa di omicidio volontario e sempre in base alle richieste della difesa ha derubricato l’accusa di violenza sessuale di gruppo in abuso sessuale aggravato dalla minore età della vittima.

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La decisione del Riesame sulla morte di Desirée

I giudici del tribunale del Riesame, con la decisione di oggi, confermano invece che per loro quello della 16enne fu omicidio. I giudici hanno detto no alla scarcerazione di Mamadou Gara, il senegalese in carcere per la morte di Desirée, confermando l’accusa di omicidio volontario e di fatto l’intero impianto accusatorio della procura di Roma. Resta anche in carcere il pusher italiano, il 36enne Marco Mancini, sebbene anche per lui sia caduta un’accusa, quella di cessione di sostanza stupefacente ad un minorenne.

Da Foggia, dove è detenuto, si difende invece il 32enne ghanese Yusif Salia, che venne fermato nelle baracche di Borgo Mezzanone, non distante dal capoluogo dauno. L’uomo ha ammesso di aver conosciuto la 16enne qualche tempo prima della sua morte e di aver avuto con lei un rapporto sessuale consensuale. Ma sul delitto sottolinea: “Io non ero lì quella notte, non ho dato droga a Desirée”.

Per saperne di più –> Morte Desirée: cade l’accusa di omicidio per due degli arrestati

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