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Le accuse a Juncker: buchi nei conti e favori alle multinazionali

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juncker
(FETHI BELAID/AFP/Getty Images)

Le accuse a Jean-Claude Juncker in un’inchiesta del settimanale ‘L’Espresso’: ci sarebbero buchi nei conti Ue e favori alle multinazionali.

“Killer d’Europa”, con queste parole un’inchiesta del settimanale ‘L’Espresso’, da ieri in edicola, definisce Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione europea. Il ritratto del leader numero uno in Europa è estremamente impietoso. Si parla di un buco nei conti dell’Ue di mille miliardi di euro all’anno, tra elusione ed evasione fiscale.

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Le accuse a Juncker e non solo sui conti Ue

Gli autori dell’inchiesta, Paolo Biondani e Leo Sisti, non usano toni accondiscendenti nel rilevare che in questo quinquennio si sono registrati “multinazionali che non pagano le imposte e smistano decine di miliardi di dollari dei loro profitti, accantonati grazie a operazioni finanziarie privilegiate in Lussemburgo, verso altri paradisi rigorosamente ‘tax free’. Stati membri dell’Unione che si fanno concorrenza sleale sulle tasse”. Insomma, Juncker deve fare i conti col fuoco incrociato di sovranisti e cosiddetti populisti e non è soltanto Matteo Salvini ormai ad attaccarlo.

Ci sarebbe, scrive il settimanale, “un paese fondatore della Ue che spinge i ricchissimi a eludere le tasse”, quel Paese è il Lussemburgo, del quale l’attuale numero uno della Commissione Europea è stato presidente del Consiglio per otto anni. Emergono in esclusiva documenti dall’inchiesta “LuxLeaks”, firmata dall’International Consortium of Investigative Journalists (Icij), di cui fa parte l’Espresso. Si tratta di oltre 28 mila documenti riservati, che a partire dal 2014 hanno rivelato i contenuti degli accordi fiscali privilegiati con cui il Lussemburgo di Juncker ha garantito a 340 multinazionali di pagare meno dell’uno per cento di tasse. Ci sono due commissioni speciali d’indagine istituite dall’Unione europea che si sono occupate dello scandalo LuxLeaks. Che dal Lussemburgo si è spostato ad altri Paesi come Olanda e Belgio, Irlanda e Malta. In tutto questo cosa c’entra il presidente della Commissione Europea? Scrive L’Espresso: “L’articolo svela anche gli interventi diretti di Juncker, come capo del governo lussemburghese, a favore di multinazionali, come Amazon, che ora sono al centro delle indagini europee sull’elusione fiscale”.

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