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Papa Francesco
(Getty Images)

Nel corso dell’Udienza Generale di questa mattina, il Santo Padre pronuncia un appello contro l’aborto paragonando l’interruzione di gravidanza ad un omicidio su commissione.

Nel corso della consueta Udienza Generale da Piazza San Pietro, papa Francesco ha lanciato un appello ai fedeli contro l’aborto. La depenalizzazione dell’aborto è stata concessa in italia nel 1978 con la legge 194, sono passati dunque 40 anni da quando lo stato italiano non considera più reato tale pratica. La Chiesa, in quanto istituzione che celebra la vita come un dono divino, non può che essere contraria a tale pratica e di conseguenza i fedeli dovrebbero essere dello stesso avviso, eppure i casi di ricorso all’interruzione di gravidanza sono in aumento e generalmente si tende a concepire l’aborto come un diritto individuale della donna.

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Papa Francesco contro l’aborto: “E’ come affittare un sicario”

Conscio di questa generale percezione dell’aborto, il Santo Padre ha voluto ricordare ai fedeli che la Chiesa ed i cattolici sono contrari a tale pratica e lo ha fatto paragonandolo ad un omicidio su commissione: “Vi domando: è giusto fare fuori una vita umana per risolvere un problema? E’ come affittare un sicario”. Il pontefice ritiene che l’attuale percezione dell’aborto nasca da un’erronea valutazione: “Un approccio contraddittorio consente la soppressione della vita nel grembo materno in nome della salvaguardia di altri diritti. Ma come può essere terapeutico o civile un atto che sopprime una vita innocente nel suo sbocciare?”.

Continuando il suo discorso, papa Francesco spiega che molte volte il rifiuto della nuova vita proviene dalla paura: “Pensiamo, ad esempio, a quando si scopre che una vita nascente è portatrice di disabilità, anche grave. I genitori, in questi casi drammatici, hanno bisogno di vera vicinanza, di vera solidarietà, per affrontare la realtà superando le comprensibili paure. Invece spesso ricevono frettolosi consigli di interrompere la gravidanza”, quindi afferma che bisogna tornare a far percepire il bimbo malato come un dono invece che come un problema da risolvere: “Un bimbo malato è come ogni bisognoso della terra, come un anziano che necessita di assistenza, come tanti poveri che stentano a tirare avanti: colui o colei che si presenta come un problema è in realtà un dono di Dio che può tirarmi fuori dall’egocentrismo e farmi crescere nell’amore”.

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