CONDIVIDI
18enne si butta da un ponte
(Websource)

Qualche giorno fa una diciottenne si è buttata da un ponte che da sull’autostrada ed è morta. 15 anni prima era sopravvissuta da un volo di 7 piani quando la madre si era suicidata gettandosi con lei in braccio dalla finestra di casa.

Una tragedia, quella verificatasi a Larkfield – nel Kent, Inghilterra- che lascia sgomenti: una ragazza di soli 18 anni ha deciso di porre fine alla sua vita gettandosi da un cavalcavia che sovrasta l’autostrada M20. La ragazza si chiamava Yazmina e la sua storia di dolore che a primo acchito sembra come quella di altre ragazze della sua età comincia ben prima, quando era ancora una bambina di appena 3 anni.

Era il 2003, la piccola, figlia di Maxine e di Ivan, vive in un appartamento di Maidstone ed è inconsapevole che la madre soffra a causa delle ripetute violenze del padre. Un giorno la donna decide di porre fine a quell’esistenza difficile e si prepara a suicidarsi gettandosi dal settimo piano del palazzo in cui abitava. Prima di farlo, però, torna indietro e prende anche l’incolpevole Yazmina (non può sopportare l’idea che il marito riversi la sua rabbia su di lei rovinandole la vita), quindi si butta. Nella caduta Maxine muore sul colpo, ma la bambina sopravvive nonostante le fratture craniche riportate.

Leggi anche -> Rosita, suicida a 16 anni: “Umiliata e denigrata dai genitori”, è colpa loro

Yazmina cresce con i nonni e si toglie la vita a 18 anni: “Credevamo avesse superato tutto”

In seguito all’accaduto Yazmina viene affidata ai nonni materni, Janet e Michael Howard, e cresce in un contesto sereno in cui non le mancano cure e beni materiali. Ciò nonostante matura una forma di depressione che riesce a nascondere ai nonni e che la porta a tentare un primo suicidio la settimana scorsa, sempre dallo stesso ponte, in quell’occasione il fidanzato l’afferrò prima che cadesse. Questa settimana invece nessuno è riuscito a salvare la ragazza.

Intervistata dai media locali la nonna Janet ha dichiarato di non avere idea di quale sia il motivo che l’ha spinta ad un simile gesto: “Cosa sia accaduto nella sua mente da quel momento in poi non lo sapremo mai: non sappiamo cosa l’abbia spinta a uccidersi – dice la donna costretta a rivivere lo stesso incubo di 15 anni prima – Yazmina era una bella ragazza, dentro e fuori, una che non avrebbe mai fatto male a nessuno. Era molto emotiva, certo, e questo lo si può capire pensando al trauma subito quando ha perso la mamma, ma sembrava aver superato i suoi incubi. Era forte”.

Leggi le nostre notizie anche su Google News