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Aereo di Primera Air (Scott Wright, CC BY 2.0, Wikipedia)

Compagnia low cost fallisce: i passeggeri restano a terra, bloccati negli aeroporti

Brutta avventura per i passeggeri di una compagnia aerea low cost: restano a terra, negli aeroporti, mentre la compagnia dichiara fallimento. Ecco cosa è successo.

Compagnia low cost fallisce: passeggeri bloccati

Negli anni abbiamo assistito al crescere vertiginoso delle compagnie aree low cost, con voli sempre più convenienti, offerti a volte a prezzi irrealistici per i costi importanti che comunque comporta gestire una compagnia aerea, tra velivoli e loro manutenzione, personale e altre spese. Sarà capitato anche a voi chiedervi: ma come è possibile che un biglietto aereo costi tanto poco, alle volte quanto il biglietto di un pullman? Come possono essere sostenibili questi prezzi per una compagnia aerea? Finché si tratta di un grosso vettore, con offerte limitate nel tempo, ci può anche stare. Alla fine si tratta di un investimento. Prendiamo l’esempio di Ryanair, anche se poi la contropartita sono le condizioni dei lavoratori della compagnia, non proprio ideali: dai corsi di formazione a proprie spese agli stipendi bassi. Per le altre compagnie più piccole buttarsi nel mercato sempre più agguerrito delle low cost può essere un salto nel buio, senza chiare prospettive per il futuro. In condizioni così azzardate e precarie, basta un aumento del prezzo dei carburanti per far fallire una compagnia. Attenzione quindi alla low cost con cui prenotiamo il nostro volo, controlliamo che sia una società solida o faccia parte di un grande gruppo.

Altrimenti, il rischio è quello di rimanere a terra se la compagnia dovesse improvvisamente fallire. È quello che è accaduto in queste ore ai clienti dalla Primeria Air, compagnia aerea che nel 201 aveva lanciato un programma ambizioso di voli intercontinentali low cost, in partenza dagli aeroporti di Stansted e Birmingham, diretti verso New York, Boston, Washington e Toronto, insieme ad altre destinazioni europee. La nuova frontiera dei voli a basso costo, in un mercato che fa gola a molti e nel quale, come via abbiamo riportato in diversi articoli, si sono buttate a capofitto diverse compagnie aeree, molte appositamente costituite. Con una concorrenza così spietata a costi elevati, tuttavia, solo poche compagnie resteranno in piedi. Tutte le altre saranno spazzate via dall’insostenibilità dei costi.

Una dure realtà con la quale è stata chiamata a fare i conti la Primera Air. La compagnia ha dovuto dichiarare il proprio il fallimento. Nel frattempo, però, i voli non erano stati fermati, così i passeggeri si sono trovati a terra, bloccati negli aeroporti, senza più il volo per il quale avevano pagato un biglietto.

Una situazione molto incresciosa e caotica, che ha coinvolto migliaia di passeggeri, la maggior parte bloccati all’aeroporto di Londra Stansted, mentre stavano per partire per Washington e New York-Newark. Molti di loro sono americani che stavano tornando a casa. Della vicenda si stanno occupando i giornali inglesi. Passeggeri britannici sono rimasti a terra negli aeroporti del Nord America e dell’Europa continentale.

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Aeroporto di Londra Stansted (iStock)

Gli sventurati all’aeroporto di Londra attendevano i voli per New York e Washington, ma i biglietti che hanno acquistato presso la Primera Air non valgono più nulla, a causa del fallimento della compagnia aerea. Se i passeggeri vorranno o dovranno raggiungere le loro destinazioni di viaggio saranno costretti a rivolgersi ad altre compagnie, acquistando un nuovo biglietto.

Va male anche per i clienti della compagnia che nei giorni scorsi si sono visti cancellare il proprio volo e avevano chiesto il rimborso del biglietto: non spetterà nulla nemmeno a loro. Succede quando una società fallisce. Difficile se non impossibile riuscire a recuperare i soldi dei biglietti. I passeggeri che hanno acquistato un biglietto per un volo Primera Air all’interno di un pacchetto turistico saranno invece rimborsati dai tour operator presso i quali è avvenuto l’acquisto.

La Primera Air è una compagnia aerea fondata in Danimarca nel 2003, con sedi operative anche in Islanda e in Lettonia. Il suo obiettivo primario era quello di fornire servizi di trasporto aereo charter per agenzie di viaggio e altre compagnie aeree. La Primera sarebbe entrata in crisi a causa della bassa domanda e per un ritardo delle consegne di nuovi Airbus A321.

Prima del fallimento, comunque la compagnia aveva avuto già problemi, in particolare con i voli transoceanici per i quali veniva utilizzato un Boeing 757 datato, utilizzato per la prima volta 28 anni fa. Una situazione che ha suscitato polemiche e qualche fondata apprensione. Inoltre c’erano state lamentele sul servizio ai passeggeri. Insomma, i problemi erano presenti da tempo.

La stessa notizia del fallimento della compagnia non era proprio inattesa, erano nell’aria già da alcuni giorni, eppure Primera Air ha continuato ad operare come se nulla fosse, continuando a vedere biglietti sul suo sito web e non informando i clienti che avevano già acquistato un biglietto.

I passeggeri di Primera Air rimasti bloccati negli aeroporti saranno costretti a tornare a casa acquistando i biglietti di altre compagnie aeree, le quali tuttavia hanno già messo a loro disposizione delle tariffe speciali, per aiutarli.

La notizia del caos seguito al fallimento di Primera Air è stata riportata dal quotidiano britannico Independent.

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