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(iStock)

La stima è davvero scioccante: “In Italia fra 100 anni ci saranno solo 16 milioni di abitanti“: ecco cosa sta succedendo in questo Paese.

Che fossimo a natalità zero e che avessimo problemi demografici lo sapevamo già da tempo, ma la stima choc fatta a Treviso nella seconda giornata di Statistcall, il Festival della Statistica ha lasciato tutti senza parole. I risultati sono arrivati da un algoritmo che ha elaborato al computer alcuni dati: in particolare tasso di fertilità attuale (1,34) e l’attesa di vita dei bimbi nati oggi (83,8 anni), a parità di altre condizioni. Il dato è quello che vi abbiamo detto: nel 2118, cioè fra 100 anni, in Italia ci saranno soltanto 16 milioni di abitanti. Il prof. Matteo Rizzolli della Lumsa di Roma ha spiegato: “Perché ciò si verifichi tra cento anni, anche se già tra 20 anni saremo comunque 8 milioni in meno. E’ sufficiente comportarsi come adesso, cioè non fare nulla per favorire la natalità e dare sostegno alla famiglia”.

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Sono dunque anche alla luce di questi dati quanto mai allarmanti opportune le politiche a sostegno della famiglia e della natalità annunciate dal Ministro Lorenzo Fontana quando uscirono i dati Istat sul minimo storico della natalità in Italia: “Il minimo storico delle nascite è purtroppo una notizia tristemente attesa, visti i dati di trend, e bruttissima. Da qui partiamo: il senso primario del ministero per la Famiglia è il rilancio demografico, con politiche concrete di sostegno alla natalità. Lo dico da sempre: la demografia è il cuore del futuro del Paese. Non può esistere vero rilancio economico senza un rilancio delle nascite. Il primo passo è prendere in mano il Piano nazionale per la famiglia e per la natalità riempiendolo di contenuti e di indirizzi, d’intesa con i diversi dicasteri che possono concorrere a raggiungere l’obiettivo del rilancio demografico. Sono perfettamente cosciente del fatto che non sarà né facile né immediato invertire un trend di questo tipo, ma ci metteremo tutto l’impegno possibile perché ne va del futuro del Paese”.