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Yara Gambirasio
(Websource)

Si avvicina la data in cui la Corte di Cassazione si pronuncerà sul caso Yara Gambirasio confermando o annullando le due precedenti sentenze che hanno condannato Bossetti all’ergastolo per l’omicidio della 13enne.

Il caso Yara Gambirasio è stato uno dei più complessi degli ultimi anni: la ragazzina è scomparsa il 26 novembre del 2010 ed è stata ritrovata priva di vita il 26 febbraio del 2011. Le indagini sono andata avanti a lungo senza fornire risultati, poi però, un’analisi a tappeto di dna (per ottenere un confronto con quello ritrovato sulle mutandine della ragazzina) ha condotto all’arresto di Massimo Giuseppe Bossetti. Il processo di primo grado ha portato nel 2014 ad una condanna all’ergastolo dell’operaio di Mapello, il quale però si è sempre dichiarato non colpevole ed ha dato mandato ai propri legali per fare ricorso in appello prima in secondo grado (dove è stata confermata la sentenza di primo grado) ed ora in Cassazione (ultimo grado di giudizio) la cui sentenza verrà pronunciata il prossimo 12 ottobre.

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Dopo due gradi di giudizio e viste le prove sul dna che incastrano il muratore bergamasco, in molti pensano che un ribaltamento delle prime due sentenze sia molto difficile. In contrasto con l’opinione comune il perito della difesa Ezio Denti che, ospite del programma ‘Storie Italiane‘, ha dichiarato: “Siamo arrivati al dunque. Ritengo personalmente che l’attività svolta sia stata complessa sotto tutti gli aspetti. Ho visto cose che nessuno ha visto, ritengo che ci sono elementi fortissimi che fanno comprendere che ciò che è accaduto, sia avvenuto in ambito giovanile”.

Il perito della difesa ha anche invitato a riflettere sul fatto che si parli di anomalie e spiega a cosa questo termine è riferito: “Quando si parla di anomalie, dobbiamo chiederci come si è arrivati a Massimo Bossetti: non dal ragazzo della discoteca, che ha portato a Guerinoni. I furgoni li abbiamo smontati tutti, sono state raccontate baggianate che non portano a nulla. Sono state prese delle telecamere, portate direttamente dall’interessato dopo tre mesi dall’evento”.

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