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Quando si parla di borghi dell’entroterra ligure si pensa sempre a dei paesi arroccati nelle montagne o nelle colline della Liguria con i terrazzamenti atti a creare lo spazio necessario per coltivare. Tutto vero ma c’è uno di questi borghi nell’entroterra della Liguria precisamente di Triora, in provincia di Imperia, che si chiama Realdo ed è assolutamente unico nel suo genere perché sembra come appollaiato in cima ad un costone roccioso proprio come un nido.

Siamo in in provincia di Imperia, come abbiamo detto, nel comune di Triora, già paese famoso per le streghe, e Realdo è nel cuore della Valle Argentina al confine con la Val Roya francese. Realdo, insieme a Verdeggia, è l’unica Isola Brigasca della Liguria.

La storia di Realdo è molto interessante perché questo borgo venne fondato dai mezzadri delle famiglie nobili e borghesi che abitavano invece a Briga Marittima. La gente comune che proveniva dal Roja nel 1400-1500 decise di stanziarsi sulla proprietà delle gente brigasche o sulle terre incolte che si trovano tra i colli Sanson e Ardente, fondando qui delle piccole borgate o case sparse che contornano la città di Realdo. L’esigenza era quella di avere un punto di riferimento comune che era proprio il paese di Realdo e serviva soprattutto perché era importante avere una stazione commerciale dei grossisti della lana e un luogo di culto comune a tutte le case sparse nella nella montagna. Per quanto riguarda le origini del nome di Realdo non ci sono indicazioni storiche concrete: per tantissimo tempo il paese si chiamava casa della roccia, ca’ da roca, e probabilmente è dovuto proprio alla sua posizione. Si suppone poi che le origini di Realdo siano legate alla sua posizione che sembrava proprio fronteggiare come un avamposto i nemici che potevano arrivare. Atri invece credono che, per colpa di carestie o pestilenze, molte persone abbiano lasciato il centro della città e si siano spostati nei monti.

Il paese di Realdo si riesce a raggiungere tramite la strada provinciale che, dopo aver attraversato una volta il ponte della Pace, se si gira a sinistra si arriva Realdo, se si gira a destra a Verdeggia e questo ponte è una celebrazione della Pace proprio tra i cittadini delle due borgate. Da Realdo esiste poi una strada sterrata che porta a Sanson e che permette quindi di raggiungere i valichi circostanti come il monte Saccarello, Briga, cima Marta, Colle Ardente, Passo della guardia, Colle del Garezzo.

Realdo è impressionante per chi lo vede per la prima volta perché, come vi abbiamo anticipato, è collocato su questa falesia a strapiombo nel vuoto. Fino all’inizio del Novecento, a Realdo vivevano circa 600 persone in parte stabilmente, altri invece che facevano dei lavori stagionali quindi magari arrivavano solo durante l’estate. A oggi per colpa dello spopolamento delle montagne a Realdo vivono stabilmente pochissime persone e soltanto in estate vi è una maggior affluenza di persone con molti turisti che hanno proprio qui le seconde case.

 

Il piatto tipico da assaggiare assolutamente a Realdo sono i suggelli, una pasta creata a mano con solo farina di grano tenero che viene condita con formaggio e brusso. Oppure potete assaggiare le patate in ta’foia: patate al forno tagliate molto sottili e condite poi soltanto con sale, olio, burro, un po’ di latte, farina e poi cotte nel forno.

Se vi trovate a Realdo dovete assolutamente visitare il Museo Ca’ da gente Brigasche che racconta delle tradizioni, della cultura e dellidioma proprio della comunità brigasca che ha una storia plurisecolare. L’idea di questo museo è quella di coinvolgere tutti i visitatori nella vita della comunità brigasca, capire la storia, le peculiarità, il tipico idioma riconosciuto come minoranza linguistica storica e capire proprio la vita della gente di Realdo grazie a foto, video e filmati.

Fonte immagini Selena Marvaldi.

 

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