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(Eric Houdas, CC-BY-SA-3.0)

L’ex ciclista Armand de Las Cuevas morto suicida a 50 anni: fu amico e gregario di Miguel Indurain negli anni del dominio al Tour.

L’Unione nazionale dei ciclisti professionisti francese ha annunciato venerdì 3 agosto la morte all’età di 50 anni, Armand de Las Cuevas. Ritiratosi dal professionismo nel 1999, si è suicidato giovedì a Reunion, dove ha vissuto per una dozzina di anni. De Las Cuevas è stato campione di Francia nel 1991 ed è stato compagno di squadra di Miguel Indurain alla Banesto, negli anni in cui il ciclista spagnolo non aveva rivali.

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Chi era Armand de Las Cuevas, l’ex ciclista morto suicida

Personaggio mistico e originale, in patria è rimasto all’ombra di Laurent Jalabert, Richard Virenque o Luc Leblanc. Un buon scalatore e specialista di cronometro, è stato comunque considerato il ciclista francese con il potenziale più forte della sua generazione. Proprio grazie a una cronometro, nel 1994, ottenne la maglia rosa al Giro d’Italia, che conservò però per un solo giorno. In quel Giro finirà nono, il suo miglior piazzamento in una delle grandi corse a tappe.

Nato a Troyes, è cresciuto nella regione di Bordeaux e ha scoperto il ciclismo lì. Ha iniziato la sua carriera in Spagna nel 1989 nella squadra Reynolds, che è diventata la famosa formazione Banesto un anno dopo. Las Cuevas non sarà mai in grado di affermarsi come il leader che avrebbe dovuto diventare: fu molto sfortunato e secondo alcuni aveva anche un problema di mentalità vincente. Anche egli si considerava un ciclista forte, ma davvero molto poco fortunato. Vincitore della Classica di San Sebastian nel 1994, ha firmato il suo più grande successo in una corsa a tappe quattro anni più tardi, vincendo il Criterium du Dauphiné Libéré. L’anno dopo si ritirò, stanco di un ciclismo che aveva sempre sentito distante. “Non ho mai trovato il mio posto là in mezzo. Non ho capito come le persone potessero ammirarmi come si ammira un cantante”, disse il giorno del ritiro. Successivamente, è tornato a correre nel 2006 al Giro delle Mauritius, contendendo la vittoria finale a un certo Chris Froome: ma fu ancora una volta una meteora. Quello stesso anno, infatti, risultò positivo all’eptaminolo, uno stimolante cardiaco, e venne squalificato per tre mesi.