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incinta
(iStock)

Una donna incinta è morta durante il parto e per questo motivo è stato aperto un fascicolo d’inchiesta per omicidio colposo.

Una donna di 31 anni si trovava all’ospedale Gaslini di Genova quando improvvisamente è morta mentre stava partorendo il suo secondo bambino. La direzione sanitaria della struttura ospedaliera ha dato oggi conferma della tragedia accaduta il 19 luglio scorso, alle 15.30 circa. Sulla vicenda che si è consumata nell’ospedale è stato aperto un fascicolo d’inchiesta per omicidio colposo, al momento, contro ignoti. A riportare la notizia alla Procura è stato il marito della donna che attraverso una denuncia ha dato avvio alle indagini. Il sostituto procuratore Marasca ha così ordinato l’apertura del fascicolo che ha l’intento di rendere noto se vi siano, o meno, responsabilità o negligenze da parte dell’equipe medica che ha seguito il caso di Z. W., la donna incinta morta durante il parto.

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La donna incinta è morta per una patologia molto rara con una mortalità superiore all’80%

La donna era entrata in ospedale il giorno precedente al parto e le sue condizioni apparivano ottimali. Giunta alla 39esima settimana di gestazione, la madre ha iniziato così le manovre per il parto ma, come riferito in una nota dall’azienda sanitaria, è stata “colta da improvviso e gravissimo malore durante il travaglio”. E’ stato così necessario svolgere un parto cesareo d’emergenza ma la donna è andata comunque in arresto cardio circolatorio. L’equipe medica ha cercato, quindi, di effettuare una rianimazione sulla 31enne ma è stato tutto inutile. Le cause della morte sono state, al momento, attribuite ad un’embolia polmonare molto rara denominata Afe, ossia amniotic fluid embolism, come riportato nella nota rilasciata dall’ospedale: “L’embolia di liquido amniotico, viene definita come: ‘Collasso cardio-respiratorio acuto entro 6 ore dal travaglio, dal parto o dalla rottura delle membrane, senza alcuna altra causa identificabile, seguito da coagulopatia acuta nelle donne sopravvissute all’evento iniziale’. Purtroppo le donne che sopravvivono all’evento inziale sono veramente poche, si tratta di una delle complicanze ostetriche a più alta letalità che difficilmente elargisce risultati terapeutici consoni allo straordinario impegno umano e professionale messo in campo in queste occasioni. La mortalità in caso di esordio con arresto cardiocircolatorio è superiore all’80%”.

Martedì verrà effettuata l’autopsia sul corpo della giovane, i cui risultati daranno riscontro di eventuali responsabilità per la struttura ospedaliera ma, nel frattempo, si ha anche notizia che le condizioni neurologiche del piccolo, ricoverato in terapia intensiva neonatale per asfissia perinatale, siano migliorate nelle ultime ore.

Marta Colanera