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Fabio Grosso fu il protagonista assoluto di quel Germania-Italia di 12 anni fa

L’Italia scrisse una delle sue pagine più belle in ambito calcistico battendo la Germania a casa sua in semifinale ai Mondiali 2006. Emozioni ancora vive.

Era il 4 luglio 2006 quando l’Italia calcistica centrò una delle imprese più straordinarie della sua storia. Al pari di quella che, pochi giorni dopo, sarebbe valsa la conquista di quella edizione dei Mondiali contro la Francia. Ma per arrivare all’atto finale di Berlino, la nazionale allora allenata da Marcello Lippi dovette compiere un atto che andava al di là del mero aspetto sportivo. In semifinale c’era da affrontare la Germania padrona di casa. E la vigilia del match fu caratterizzato dalla spacconeria che storicamente appartiene ai tedeschi. Sui giornali fu tutto un tripudio di proclami vincenti, di “Adesso vi eliminiamo”, “Arrivederci Italia” e via dicendo. Del resto la Germania nella sua storia quasi sempre è uscita battuta dall’Italia nelle partite che contano. Ma allora c’erano aspettative diverse, proprio perché la Coppa del Mondo si disputava nelle lande teutoniche.

Mondiali, il ricordo di 12 anni fa è ancora vivo

E purtroppo per i tedeschi, ancora una volta finì con un tripudio azzurro. A Dortmund l’Italia vinse 2-0 ai supplementari, dopo una prova eroica da parte dei suoi maggiori interpreti. Ad un certo punto dietro alle magliette sembrava di leggere i nomi di Titano e Giapeto anziché di Cannavaro e compagni. A distanza di 12 anni quei ricordi restano ancora vivi, come se fossero successi ieri sera. Fu tutto bellissimo e travolgente, e da quella serata emerse il nome di Fabio Grosso, il giocatore simbolo di quel successo senza eguali. L’ultima grande vittoria per il calcio italiano, in uno dei suoi anni più difficili. Il 2006 fu funestato infatti dallo scandalo di Calciopoli, che portò grossi sconquassamenti in termini di credibilità per il pallone di casa nostra. Ma intanto c’erano da giocare i Mondiali. E per i giocatori azzurri fu la migliore occasione per dimostrare la propria forza, il proprio valore.

Quella notte essere italiani fu più bello

La prepotenza della Germania fu spazzata via, in omaggio anche agli oltre 600mila italiani che vivono da quelle parti. E che da sempre ostentano con orgoglio il fatto di essere italiani. E quindi abituati a soffrire. Loro come tutti gli altri che nel corso dei secoli scorsi hanno percorso il mondo intero in cerca di fortuna. Ed a volte una partita di calcio si rivela essere molto più. Dodici anni fa accadde proprio questo: e cioè che un incontro sportivo si tramutasse in riscatto sociale. A questi Mondiali del 2018 invece l’Italia non c’è. E forse per questo ricordiamo a quanto fatto nel 2006 con maggiore affetto.