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Paolo Guerrero
Paolo Guerrero © Getty

Nelle fila del Perù c’è anche l’esperto attaccante Paolo Guerrero. il giocatore si trova ai Mondiali grazie alla generosità dei suoi rivali di girone.

Il Perù si trova alla fase finale dei Mondiali dopo ben 36 anni. L’ultima partecipazione della selezione andina si ebbe a Spagna ’82, edizione vinta dall’Italia dell’allora ct Enzo Bearzot che vinse in finale contro la Germania Ovest. La selezione sudamericana è reduce da una sconfitta per 1-0 all’esordio che era parsa alquanto immeritata, vista la buona prova fornita sul piano del gioco contro una cinica Danimarca. Adesso il prossimo impegno dei biancorissi sarà questa’oggi contro la Francia, ed il commissario tecnico Garega proverà ad ottenere un risultato di prestigio puntando forte su uno degli elementi migliori tra quelli portati in Russia. Si tratta dell’esperto attaccante Paolo Guerrero, 34 anni, che però ai Mondiali aveva rischiato di non esserci. La punta, che vanta una lunga militanza in Europa ed in particolar modo nella Bundesliga tedesca, in patria è un idolo.

Guerrero graziato grazie all’intervento dei rivali di girone

Ancor di più dopo il gol decisivo in finale di Coppa Intercontinentale del dicembre 2012 segnato contro il Chelsea, quando indossava la maglia dei brasiliani del Corinthians. Nei mesi precedenti alla Coppa del Mondo però Guerrero era stato trovato positivo alla cocaina. Ed il TAS, il Tribunale dello Sport di stanza a Losanna ed affiliato alla FIFA, gli aveva comminato una squalifica tale da far saltare al calciatore questi Mondiali. il fatto risale allo scorso ottobre, con la squalifica che sarebbe durata ben 14 mesi.

“Perdonatelo”, detto fatto

Ma una lettera dei capitani di Francia, Danimarca ed Australia ha persuaso i vertici della giustizia calcistica mondiale ad usare clemenza con Guerrero. I vari Lloris, Kjaer e Jedinak avevano infatti chiesto clemenza nei confronti del loro avversario. E così è stato. La squalifica non è stata cancellata, ma soltanto posticipata. Questo consente tutt’ora a Guerrero di essere in Russia. E c’è da giurare che comunque lui non sarà altrettanto gentile se dovesse capitare di avere tra i piedi un pallone vincente da spedire nella porta avversaria.