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Carlo Cottarelli: chi è, le sue idee politiche per l'Italia
(Gettyimages)

Carlo Cottarelli è stato scelto da Mattarella per guidare il governo, ecco chi è e quali sono le sue idee per condurre l’Italia ad una crescita economica.

Il rifiuto di Sergio Mattarella di accettare Paolo Savona come ministro dell’Economia ha causato un effetto domino i cui risultati sono ancora incerti. Al momento infatti, il governo d’alleanza tra il Movimento 5 Stelle e Lega è saltato ed oggi a Montecitorio è atteso Carlo Cottarelli, economista di fama mondiale scelto dal Presidente della Repubblica come papabile premier di un governo “Neutrale”. Se l’incarico fosse accettato e sostenuto dalle forze politiche, ci troveremmo dunque al secondo governo tecnico degli ultimi anni dopo quello affidato a Monti, ma se anche questa ipotesi dovesse fallire si dovrebbe andare subito a nuove elezioni per cercare nuovamente il consenso dei cittadini. Lega e 5 stelle hanno duramente contestato la scelta di Mattarella accusandolo di aver voluto ostacolare la formazione di un governo.

Carlo Cottarelli: la spending review e le sue idee per l’Italia

Economista di Cremona conosciuto in ambito professionale in tutta Europa Carlo Cottarelli è stato nominato dal governo Letta come Commissario straordinario per la revisione della spesa pubblica (la nota spending review), incarico che lasciò un anno dopo quando Matteo Renzi ha sostituito Letta come presidente del consiglio. Prima di quell’incarico (il più importante all’interno del governo italiano) Cottarelli ha lavorato per Banca d’Italia, Eni e per il Fondo Monetario Internazionale a Washington DC.

Nell’ultimo mese, il premier scelto da Mattarella ha espresso più volte la sua idea per un miglioramento della condizione economica e lavorativa italiana. In primo luogo Cottarelli ritiene che l’uscita dall’Unione Europea sia un grosso sbaglio, un salto nel buio che potrebbe causare una crisi ancora più grave di quella che stiamo vivendo, nonostante sia consapevole che la crescita della nostra nazione negli ultimi 20 anni sia stata impedita proprio dall’UE. A suo avviso, quindi, l’uscita dalla moneta unica non sarebbe una soluzione per la nostra nazione che dovrebbe comunque affrontare la questione deficit pubblico: “Siamo andati in crisi nel 2011, prima di Monti, perché, col secondo debito più alto in europa, lo stato non riusciva a finanziarsi. Con i conti a posto non avremmo avuto la crisi. Ridurre il deficit gradualmente non impedisce la crescita. Se ci muoviamo tardi è un problema”.

Lo stesso Cottarelli in un’intervista rilasciata lo scorso 24 maggio ha ammesso che la situazione di debito pubblico attuale sia stata causata anche dalle politiche restrittive della Germania, delle politiche che a suo avviso non sono state messe per causare problemi ai paesi membri: ” Berlino sta facendo una politica di bilancio pubblico troppo restrittiva nonostante abbia un debito basso. Se la facesse più espansiva aiuterebbe il resto dell’Europa. Detto questo ripeto però che è sbagliato affermare che la Germania metta gabbie sugli altri. Anche se fossimo fuori dall’euro, e questo vorrei dirlo nella maniera più chiara, dovremmo comunque ridurre il debito pubblico”.

Nella stessa intervista rilasciata a ‘Tiscali News‘, il possibile prossimo premier mostrava la strada da seguire per sanare il debito pubblico e rispettare le politiche UE senza bisogno di tagli drastici: “Basterebbe mantenere la spesa pubblica costante. Adesso c’è un po’ di crescita economica, non tantissima però le entrate più o meno crescono dell’1,5% l’anno. Se manteniamo costante la spesa in termini di potere di acquisto, ovvero in termini reali al netto dell’inflazione, le entrate aumentano più della spesa e nel giro di 3 o 4 anni si raggiunge il pareggio di bilancio senza aver tagliato niente”.