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Conte premier
(Screenshot)

Conte al Quirinale, il Nuovo Premier da Mattarella: a breve l’annuncio ufficiale del nuovo Presidente del Consiglio indicato da Di Maio e Salvini. 

Alla fine si è convinto anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e ha convocato Giuseppe Conte al Quirinale. Il professore indicato dal Movimento Cinque Stelle di Di Maio e dalla Lega di Salvini verrà nominato dal Capo dello Stato nuovo Presidente del Consiglio dei Ministri e potrà così partire il nuovo governo a più di due mesi dalle elezioni politiche dello scorso 4 marzo 2018.

Giuseppe Conte al Quirinale, il Nuovo Premier da Mattarella

Giuseppe Conte è dunque il nuovo premier, il nuovo Presidente del Consiglio incaricato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Nelle ultime ore si era diffuso un certo scetticismo sul nome di Conte dopo le polemiche per le incongruenze nel curriculum vitae che ieri lo avevano investito da più parti e dopo la polemica legata al fatto che Conte avesse condiviso e promosso il metodo Stamina di Vannoni poi riconosciuto colpevole di associazione a delinquere. Oggi un emissario del Quirinale ha chiesto per l’ultima volta a Luigi Di Maio e a Matteo Salvini se confermassero la loro scelta in merito al nome di Conte e entrambi hanno detto di sì. A quel punto Sergio Mattarella, seppur reticente, non ha potuto far altro che convocare Conte e dare il via al nuovo governo, quello che Di Maio ha trionfalisticamente definito la Terza Repubblica. 

I dubbi sulla candidatura di Conte li aveva riassunti benissimo il direttore Enrico Mentana che aveva spiegato come andasser al di là della semplice questione legata al curriculum: “È evidente che il problema vero con il professor Conte non è la verifica ai raggi X del suo curriculum, ma il fatto che sia stato necessario andare a leggerlo per sapere chi fosse il candidato premier di una coalizione politica. È questa la vera anomalia, affidare la guida di un governo di forte rottura politica e economica a una figura tecnica, non eletta, non conosciuta e che non ha avuto voce in capitolo nella stesura di un programma-contratto così dirompente e vincolante. Il resto viene dopo: se il candidato è sostanzialmente sconosciuto è ovvio che il suo operato venga verificato a partire dal curriculum, che certo non era stato compilato in vista di un inimmaginabile futuro istituzionale. Insomma, se Conte dovesse saltare non sarebbe mai a causa dei soggiorni estivi alla NYU (quelli al massimo sarebbero uno dei pretesti) ma semmai per la fragilità della sua candidatura”. 

F.B.