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Marina Angrilli
Il Liceo “Da Vinci” di Pescara (Foto Facebook)

Gli studenti del Liceo di Pescara salutano Marina Angrilli su Facebook: ecco le loro frasi

Marina Angrilli non c’è più, e la sua morte assurda lascia un senso di sgomento in chi l’ha conosciuta. La donna, rimasta coinvolta nella follia di suo marito Fausto Filippone, era un’insegnante di scuola superiore ed era di ruolo al liceo “Leonardo Da Vinci” di Pescara. Le indagini sulla sua morte sono tuttora in atto, si sospetta che a lanciarla dal balcone sia stato proprio suo marito, che l’ha accompagnata in ospedale per l’ultima, disperata corsa per la vita, ha lasciato generalità false e poi è andato a prendere sua figlia, l’ha portata su un viadotto e l’ha lanciata nel vuoto, per poi gettarsi anche lui diverse ore dopo. La morte di Marina Angrilli lascia sotto shock tutta la comunità scolastica del “Da Vinci” di Pescara, dove ora si moltiplicano i messaggi di cordoglio. Tutti gli alunni della scuola hanno fatto stamattina un minuto di silenzio. Sulla pagina Facebook della biblioteca scolastica è stato postato un cortometraggio chiamato “Il Velo” e realizzato da alcuni ragazzi della scuola, in un laboratorio. Parla – ironia della sorte – di un amore insano di un ragazzo per la sua amata. “Una sete insensata di potere e controllo – si legge sul post che accompagna il video – La stessa che ieri ha portato via la professoressa Marina Angrilli e la sua bambina, che ha vissuto ciò che nessun bambino dovrebbe neanche poter pensare”.

Marina Angrilli, il ricordo del preside e dei suoi alunni

Un momento di follia, un lunghissimo, interminabile momento di follia. Questo ha strappato Marina Angrilli e la sua piccola Ludovica all’amore della famiglia e all’affetto della sua classe. Una follia che ha il nome e il cognome di Fausto Filippone, il dirigente d’azienda che ieri ha deciso di farla finita portando con sé la moglie e la figlia. Marina Angrilli la descrive all’Ansa il preside del “Da Vinci”, Giuliano Bocchia: “Gli studenti sono turbati e sconvolti. Abbiamo fatto una riflessione pedagogica anche con il supporto di uno psicologo nelle tre classi dove insegnava la professoressa Angrilli, per aiutare a elaborare il dolore e a capire la complessità della vita”. Martedì 22 maggio alunni e professori andranno tutti insieme al borgo marinaro di Pescara, una gita alla riscoperta della tradizione promossa proprio dalla professoressa Angrilli. “Era allegra e gioviale, sempre di buon umore, anche nell’ultimo periodo – continua Bocchia – Non c’era nulla che lasciasse presupporre che sarebbe potuto accadere qualcosa del genere. Voleva molto bene alla figlia, ne parlava spesso”.