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Morte Fabrizio Frizzi
(Websource)

Fabrizio Frizzi: una terribile rivelazione poco prima di morire su un collega RAI. “Mi vuole fregare”.

È passato poco più di un mese dalla tragica morte di Fabrizio Frizzi, storico conduttore RAI, ma si continua a parlare di lui e il pubblico a casa è ancora molto curioso di sapere tutto sulla sua scomparsa. Fabrizio Frizzi è morto il 26 marzo per colpa di una emorragia cerebrale, ma alcuni giorni prima della sua scomparsa avrebbe fatto una dichiarazione piuttosto grave alla giornalista Tiziana Lupi di “Avvenire”.

Fabrizio Frizzi: la dichiarazione prima di morire sui colleghi RAI

Fabrizio Frizzi, consapevole di essere malato, pare che abbia fatto una dichiarazione abbastanza sconvolgente alla giornalista dell’Avvenire, in merito al rapporto tra lui e i suoi colleghi RAI.

Quando Fabrizio Frizzi, ad ottobre, era stato colpito da un malore e ricoverato rapidamente in ospedale, dopo qualche mese aveva deciso di tornare alla conduzione de L’Eredità quasi in fretta e furia. Il motivo, apparentemente, era legato alla voglia di Fabrizio Frizzi di rimettersi in piedi, di tornare a far divertire la gente da casa e di regalare gioia e sorrisi come solo lui sapeva fare. Però, proprio in merito alla conduzione della trasmissione di Rai Uno, pare che Fabrizio Frizzi avesse qualcosa da ridere e, proprio questo, è l’argomento oggetto di confidenza fatta a Tiziana Lupi di Avvenire.

Fabrizio Frizzi prima di morire: “Mi vuole fregare”

Pare che Fabrizio Frizzi fosse terrorizzato all’idea di essere fregato da un amico e collega a lui molto caro. L’indiscrezione sta circolando in rete nelle ultime ore e pare sia iniziata proprio da Dagospia. Secondo i rumors, Frizzi avrebbe dichiarato che qualcuno voleva rubargli il posto a L’Eredità e non uno qualsiasi, ma un suo collega stretto. Qualcuno stava quindi provando a soffiargli il posto, ma il nome ancora non è stato reso noto. Secondo Tiziana Lupi, giustamente, Fabrizio Frizzi era furioso a riguardo, ma non per il programma in sè, quanto per il comportamento di quel collega che si professava suo amico. Una dichiarazione shock che getta quindi un velo di ipocrisia sui tanti amici e compagni di lavoro che si sono lanciati e prostrati in saluti commossi e addii strappalacrime al suo funerale.

S.Marvaldi