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Come funziona il Bonus Babysitter: le persone che ne hanno diritto e come richiederlo

A volte i servizi ci sono anche, a volte funzionano, a volte però non si conoscono abbastanza. La Legge Fornero ha fra le altre cose introdotto il Bonus Babysitter ovvero un sostegno a chi decide di rinunciare al congedo paternale, e quindi decide, dopo quella obbligatoria, di non andare in maternità facoltativa. Le donne che decidono dopo la nascita di un figlio di continuare a lavorare possono usufruire del Bonus Babysitter per un massimo di sei mesi.

Il Bonus Babysitter consiste nel pagamento da parte dell’Inps dei servizi di babysitteraggio per un valore massimo di 600 euro al mese per un periodo non superiore ai sei mesi per coloro che decidono di rinunciare alla maternità facoltativa. Chi usufruisce di metà del congedo parentale può usufruire di metà del bonus.

Che cos’è e come funziona il bonus Babysitter

Il Bonus Babysitter e asilo nido è parte della Legge Fornero sul lavoro e disciplina la gestione della cosiddetta maternità facoltativa. Le madri lavoratrici dopo il congedo obbligatorio di maternità hanno con questa legge la possibilità di scegliere. Possono decidere se continuare la maternità e quindi non tornare al lavoro oppure tornare al lavoro e usufruire del Bonus Babysitter.

L’Inps verserà per non più di 6 mesi (3 mesi in caso di lavoratrici autonome) un contributo pari a 600 euro al mese. Questi soldi potranno essere investiti nel pagamento di una baby sitter o per il pagamento della retta del nido.

Nel caso si scelga il bonus babysitter questo verrà erogato sotto forma di libretto famiglia, il nuovo modo dopo i voucher di retribuire il lavoro occasionale. Nel caso si opti per il bonus asilo nido sarà direttamente l’Inps a pagare la retta del nido e bisognerà scegliere un asilo convenzionato con l’istituto.

Chi può richiedere il Bonus Babysitter

Il bonus babysitter e asilo nido può essere richiesto dalle madri lavoratici:

  • lavoratrici dipendenti del settore pubblico e privato
  • lavoratrici iscritte alla Gestione Separata e libere professioniste
  • lavoratrici autonome (iscritte alle gestioni di appartenenza)

La madre lavoratrice deve richiedere il bonus nel periodo successivo al congedo obbligatorio di maternità, ovvero negli 11 mesi successivi. E non deve aver beneficiato per intero delle assenze per congedo parentale. Può farne richiesta anche chi ha più figli.

Sono escluse dal bonus le lavoratrici già esentate dal pagamento dei servizi pubblici e coloro le quali godono dei Fondi per le Politiche delle Pari Opportunità.

Il Bonus Babysitter: quanto ammonta

Come detto il Bonus Babysitter ammonta complessivamente a 3600 euro, ossia 600 euro per 6 mesi. Questo vale per le lavoratrici dipendenti, mentre per quelle autonome è di 1800 euro ossia 600 euro per 3 mesi. Per le lavoratrici part time il contributo del Bonus Babysitter si calcola in proporzione delle ore di lavoro.

Se la madre lavoratrice ha già in parte usufruito del congedo parentale si può comunque chiedere il Bonus Babysitter che viene calcolato sui mesi di congedo non utilizzati.

Come richiedere il bonus babysitter

La richiesta per il Bonus Babysitter si può fare tramite il portale online dell’Inps, tramite il contact center dell’Inps (803.164) o tramite patronato. Nel caso si scelga di procedere tramite web una volta entrati sul sito dell’Inps bisogna andare nell’area My Inps ed inserire le proprie credenziali. A questo punto cliccare su ‘Bonus Infanzia: domanda per il contributo asilo e voucher baby sitting’ e conseguentemente cliccare su ‘nuova domanda’.

Nella domanda verranno richieste oltre le generalità personali, quelle del minore, e poi tutte le informazioni relative al proprio lavoro (condizioni contrattuali etc) e le informazioni sul congedo parentale. Inoltre bisogna presentare la dichiarazione Isee.

Il termine ultimo per le domande è il 31 dicembre 2018